Maturandi 2018: ecco cosa successe all’esame del 1999

Era il 1999: alla maturità, per la prova di Italiano, si doveva scegliere tra il tema storico, quello di ordine generale, l’analisi e commento di un testo oppure il saggio breve o articolo di giornale. Si parlava di regimi totalitari nel primo dopoguerra in Italia e in Germania, contrapposti invece alle forze democratiche di Francia e Inghilterra. Si chiedeva agli studenti di affrontare l’argomento volontariato, che interessava soprattutto i giovani. Da ‘I fiumi’ di Giuseppe Ungaretti, datato 1916, analisi e commento del testo. Infine, il saggio o articolo, come si usava all’epoca, da scegliere tra ambito artistico-letterario, socio-economico, storico-politico e tecnico-scientifico.
Nascevano, nel 1999, i maturandi di oggi. Mentre i 18enni di allora erano sui banchi pure per la seconda prova scritta. Al Classico c’era, come oggi, Greco. Un brano in cui Zeus si lamentava del suo lavoro, tratto dall’opera di Luciano Bis Accusatus: allo Scientifico, invece, bisognava impegnarsi per risolvere una funzione; alle Magistrali c’era un problema di matematica da risolvere. I futuri ragionieri, invece, si trovano davanti problematiche come la riduzione dei tassi d’interesse, l’avvio del mercato unico europeo e l’introduzione dell’euro. Oltre a uno Stato patrimoniale e a un Conto economico da presentare in forma sintetica.

Quello del 1999 è stato il primo esame di maturità con credito scolastico, voto in 100esimi, tesina e tutto il resto. La commissione d’esame era mista, come ora, ma non era necessario avere la sufficienza in tutte le materie per essere ammessi. Agli orali si portavano tutte le materie, dunque non c’erano il brivido e l’attesa per scoprire quali materie sarebbero state sorteggiate.

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