Blockchain Economy, addio all’essere umano

È possibile immaginare un’economia senza esseri umani? Sì, se immaginiamo la Blockchain economy. E non dobbiamo guardare neanche troppo avanti. Già oggi sappiamo una cosa importante: che potrà estinguersi l’uomo, ma non la Blockchain, seppure inventata proprio dall’essere umano. No, non stiamo parlando del solito film di fantascienza in cui le macchine prendono il comando del pianeta, uccidendo o sottomettendo gli altri esseri esistenti.
No, stiamo parlando di ciò che serve per la Blockchain, ossia l’effettuazione di transazione e, naturalmente, la connessione a internet. Il che significa che può pure essere un robot a fare le due operazioni: collegarsi ed effettuare l’operazione. Già questo esclude la presenza dell’uomo. La Blockchain rischia di diventare il punto di riferimento dell’Internet of Things. Perché? Perché risolve alla radice alcuni problemi quali la sicurezza, lo spoofing, l’integrità delle comunicazioni, la trasparenza, la presenza di intermediari e i costi di transazione. In questo modo. Potrebbe essere l’infrastruttura di riferimento per l’IoT, creando una ragnatela infinita di oggetti intelligenti, connessi direttamente tra loro e indipendenti. Ancora una volta, l’uomo non c’è.

Esiste Slock.it che sta già mettendo in pratica ciò che abbiamo scritto. Con l’automazione dell’accesso agli appartamento affittati attraverso AirBnb. Una volta che la serratura è collegata dai proprietari a internet, la serratura è in grado di riconoscere dati e tempi di arrivo della persona che usufruirà dell’appartamento, prenotata e pagata online. Effettuato il riconoscimento, l’host potrà entrare grazie alla porta che Slock.it aprirà nell’intervento di tempo scelto e prepagato. Non ci sarà alcun intervento dell’uomo. Ma pensate a tutto ciò che si potrà fare in questo modo, ovvero unendo Blockchain e IoT. Per esempio, vendita, noleggio e condivisione di proprietà e oggetti, senza intermediari. Non solo, gli oggetti possono interagire tra loro. Il che decentralizza e automatizza l’infrastruttura della sharing economy.

Qualcuno ipotizza che proprio la Blockchain sarà ciò che aprirà le porte all’IoT e dell’Economy of Things. Altri esempi? L’auto che si pilota da sola, che ti riconosce e viene a prenderti dopo essersi ricaricata, la lavatrice che ordina da sola il detersivo, i medicinali consegnati dai droni autopilotati, il monitoraggio e la riduzione automatica dei consumi, i modelli di gestione aziendale, addirittura elezioni online. E potremmo continuare ancora a lungo.

Attenzione, però. Ibm e Oxford Economics New York – Londra hanno sviluppato un modello macro-economico che spiega l’impatto distruttivo che l’Economy of Things potrebbe avere sul mercato globale. Ci sarà la creazione di nuovi mercati per i beni di proprietà: sblocco di quelli meno sfruttati, consentendone la ricerca istantanea, l’uso e il pagamento immediato (case, uffici, spazi). La gestione del rischio: accurata valutazione di crediti e rischi da parte delle banche grazie al digitale, alla moneta virtuale e alla lettura di trasparenti big data, il che faciliterà l’accesso al credito per i consumatori. Miglioramento dell’efficienza, che porterà all’automatizzazione di molti processi, riducendo transazioni e costi di marketing. Si arriverà alla democratizzazione di molti prodotti, finora inaccessibili a molti consumatori.

Sempre se i consumatori ci saranno ancora, naturalmente. Ma questo è un film.

di Alessandro Pignatelli

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