Cibi da spiaggia: cosa mangiare?

Sono due gli “errori alimentari” che più comunemente si commettono in spiaggia: da una parte c’è chi salta completamente i pasti, dall’altra chi esagera con cibi pesanti e/o poco salutari.
Non è facile scegliere cosa mangiare, specialmente se si rimane in spiaggia dal mattino al tramonto: il primo consiglio, che vale per l’intera giornata, è quello di fare attenzione all’idratazione e, quindi, avere con sé sempre dell’acqua fresca (almeno due litri).
Per quanto riguarda il cibo, l’ideale sono i piatti unici freddi: insalata di riso o di farro o di orzo, cous cous con pollo, pasta fredda alla mediterranea, sushi; o ancora, insalata di carne (pollo, tacchino) con verdure e pane integrale, salmone con finocchio e pane di segale, insalata di legumi e pane ai cereali. In alternativa, dalle due alle tre volte a settimana, si può optare per un panino: meglio scegliere il pane fresco non condito (evitando cioè focacce o pane con strutto), da abbinare ad affettati magri (prosciutto cotto o crudo, bresaola, tacchino), formaggi freschi (caprini, mozzarella, crescenza) o pesce (salmone affumicato, tonno in scatola al naturale). Nel panino andrebbe sempre inserita anche la verdura: sì a pomodori e carote (verdure che favoriscono l’abbronzatura grazie al betacarotene di cui sono ricche), rucola e verdure grigliate come le zucchine.
Una buona fonte di idratazione, oltre che di nutrienti, è la frutta: l’anguria, ricca di vitamine e di sali minerali quali il potassio e il magnesio; il melone, benefico per il nostro organismo grazie al fosforo, al calcio e al potassio che può fornirci; pesche, albicocche, prugne. Anche una macedonia, condita con un po’ di succo di limone o una salsa di yogurt al naturale, è una valida alternativa così come la frutta secca.
Per appagare i palati dei più golosi, specialmente dei bambini, il gelato rimane sempre un alimento gradevole e rinfrescante da scegliere come spuntino o per la merenda: meglio prediligere quelli artigianali e possibilmente alla frutta.
Altri due fondamentali consigli, che viaggiano in maniera parallela e collaterale a quelli alimentari, riguardano il “comportamento”. Innanzitutto, è bene ricordare che il pranzo in spiaggia va consumato tra le 12 e le 14 in un luogo fresco. Se non si ha la possibilità di accedere a bar o ristoranti, è fondamentale rimanere all’ombra dell’ombrellone durante i momenti del pasto e della digestione. Il secondo accorgimento, poi, riguarda la conservazione del cibo: se i cibi consumati in spiaggia sono quelli che portiamo da casa (e che, quindi, non acquistiamo al momento ai chioschi del luogo), è importante che siano conservati in una borsa termica affinché il caldo non ne deteriori le proprietà organolettiche e nutrizionali, specialmente nel caso di verdure, frutta, carne e/o pesce.
Cosa evitare, dunque?
Può capitare di fare scelte alimentari sbagliate senza accorgersene, poiché apparentemente innocue: tra queste troviamo le granite, ricche di sciroppi carichi di zuccheri (anche se sono al “gusto frutta”, non hanno nulla della frutta); le bibite gassate e zuccherate, che ci illudono di dissetarci aumentando solo sia la sete sia il carico calorico e zuccherino; le bibite alcoliche, che provocano disidratazione e appesantiscono il fegato; i condimenti “pesanti” come la maionese nell’insalata di riso; la frittura, meglio prediligere pesce e/o carne alla griglia; gli snack ricchi di sale come patatine.

di Sabrina Falanga

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