Donna al volante pericolo costante?

Donna al volante pericolo costante?

5 Luglio 2018 0 Di il cosmo

“Donna al volante pericolo costante?”. Non proprio. Fa scalpore da molti punti di vista la notizia che in Arabia Saudita le donne possano finalmente guidare. Da un lato perchè è una conquista per quanto riguarda i diritti delle donne in un paese islamico, dall’altro per l’ilarità generale che tira di nuovo in ballo il luogo comune che le donne al volante siano pericolose. Prendiamo in esame queste affermazioni. Chi scrive ovviamente non ha in mente un’invettiva femminista, anche se con una punta di orgoglio può vantare in quasi dieci anni di patente: zero incidenti, una sola multa (tra l’altro discutibile) per divieto di sosta e dei ‘parcheggi a s’ da manuale. Oltre che tutti i punti nel loro quasi decennale splendore iniziale. Comunque, statistiche alla mano, iniziamo questa ‘apologia della donna al volante’. In un’indagine del mascolino mensile ‘Quattroruote’ di qualche anno fa è al maschile il 78,3% delle violazioni, otto punti su dieci della patente sono persi da uomini e il maggior numero di infrazioni, anche pericolose, sono commesse dal ‘sesso forte’. Le assicurazioni riconoscono i dati e confermano che le donne causano molti meno incidenti rispetto agli uomini. Secondo una ricerca di quest’anno del Centro Studi Continental, con base i dati Istat 2016 sugli incidenti stradali, solo un quarto degli incidenti stradali è causato da donne, mentre i tre quarti sono causati da maschi. Per la precisione parliamo di quegli incidenti imputabili a colpe dei conducenti: il 26,6% è causato da donne, mentre il 73,4% da uomini. Allarmante è che dal 1981 al 2016 il numero di uomini che sono stati coinvolti in un incidente stradale riportandone qualche conseguenza è calato del 4,2%. Nello stesso periodo il numero di donne che hanno riportato conseguenze dal coinvolgimento in un incidente stradale è aumentato del 36%, poiché non guidano e il posto del passeggero anteriore è più pericoloso statisticamente di quello del pilota. Una ricerca ACI relativa all’anno 2014 riporta che su 177.031 incidenti la percentuale depone decisamente a sfavore dei maschietti: i colpevoli erano 88.802 donne e 231.483 uomini. Questo dato è stato incrociato con le rispettive età per gli incidenti: 40 anni per gli uomini e sopra i 43 per le donne. Questa come altre ricerche hanno messo in luce anche altre variabili: i guidatori, ad esempio, sono migliori se a bordo hanno bambini e i conducenti di auto a benzina si sono dimostrati più efficienti di quelli che guidano auto a diesel. La testata Telegraph ha provato a spiegare il perchè della sicurezza maggiore nella guida in rosa. Statisticamente l’uomo non segue in modo scrupoloso le indicazioni, le regole e i segnali stradali. La donne sono generalmente più prudenti, meno lanciate e adottano una velocità inferiore. Questo diminuisce drasticamente il rischio di incidenti e, qualora avvenisse un incidente, ne limita i danni. Le donne raramente tentano sorpassi azzardati, aumentano la velocità in curva e si mettono alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza. Anche in campo semafori i risultati sono pro-donne: il 44% degli uomini si ferma in modo sicuro quando vede scattare l’arancione contro l’84% delle donne, In altre parole, gli uomini brucerebbero il doppio di rossi. Il motivo di queste differenze probabilmente risale al fatto che l’uomo spesso interpreta la strada come una legge della giungla, dove per prevalere bisogna dimostrare di essere forti e aggressivi. La donna non ha bisogno di dimostrare nulla. La donna ha un maggior autocontrollo e non dà in escandescenze mentre guida l’auto. Certo, è capitato a tutti di suonare ripetutamente il clacson per segnalare un’infrazione a un altro automobilista o di urlare insulti a qualcuno che ha messo a repentaglio la sicurezza altrui, ma in generale il gentil sesso non eccede mai durante queste manifestazioni. La donna non va oltre, mantiene l’autocontrollo e non si fa trascinare dalla furia in drammatici incidenti. Le donne non interpretano un tragitto in macchina come una sfida e non considerano un sorpasso un affronto. Non hanno neanche il bisogno di “infondere ansia” alla macchina davanti a loro azzerando completamente la distanza di sicurezza per obbligare l’altro guidatore a spostarsi. Questo aumenta lo spazio di frenata e riduce, di conseguenza, i tamponamenti e gli altri incidenti. Gli uomini spesso interpretano un viaggio in macchina come un campo di prova dove mettere in pratica la loro aggressività. Questo porta a una diminuzione del controllo e, di conseguenza, a incidenti più frequenti. La donna non pretende dalla propria auto delle performance inimmaginabili, non maltratta il motore, non porta il proprio veicolo a una velocità esagerata in pochi secondi, bruciando anche il carburante. Questo porta a una riduzione dei malfunzionamenti e di incidenti causati dall’inadeguato utilizzo del mezzo che poi, di conseguenza, coinvolgono anche altre macchine. Inoltre, generalmente, le donne non hanno problemi di autostima nel guidare piccole utilitarie o auto non particolarmente “affascinanti”, mentre gli uomini tendono a scegliere carrozzerie sfavillanti e cilindrate elevate, cosa che aumenta il rischio di furti e atti vandalici oltre agli incidenti. La ricerca riportata da Telegraph, inoltre, svela che il 24% degli uomini mandano messaggi con il cellulare mentre guidano, contro il 16% delle donne. Le donne, pur essendo notoriamente considerate “multitasking”, evitano di comunicare mentre sono al volante, per non togliere concentrazione alla delicata attività di guida. Ovviamente ci sono sempre le eccezioni che confermano la regola sia in blu sia in rosa, casi clinici a cui dovrebbe essere sequestrata anche la bicicletta.

di Deborah Villarboito