I Mondiali delle esclusioni eccellenti: Argentina e Germania, che shock

Il Mondiale di Russia passerà alla storia come la manifestazione delle sorprese. Tutti i pronostici capovolti, o comunque molti di essi spazzati via dalle prestazioni sul campo ma soprattutto dai risultati perpetrati sul prato verde. La novità assoluta trasferitaci dai gironi è la Germania, campione del mondo in carica, fuori nella prima fase, una cosa mai accaduta in precedernza, e soprattutto classificata ultima nel suo raggruppamento, un’onta decisamente profonda. La squadra di Loew ha mostrato un gioco, lento, soporifero, asfittico, che, nonostante i campioni in rosa con la maglia bianca, ha meritato di uscire in maniera clamorosa, perdendo la partita decisiva per 2-0 contro la Corea del Sud, insomma da oggi anche i teutonici si sono imbattuti nella loro “Corea”. Ma negli scontri diretti degli ottavi altre celebri nazionali ci hanno lasciato le penne, almeno due indicate dai bookmaker come aspiranti alla finalissima o al trono mondiale, e parliamo di Argentina e Spagna. La nazionale albiceleste, nonostante la presenza di Messi, quasi mai in palla e determinante, a parte la rete contro la Nigeria, che ha scongiurato un’eclatante quanto meritata esclusione dei sudamericani nella fase a gironi, giustamente è uscita contro una Francia che l’ha dominata senza esitazioni. La nazionale di Sampaoli, pessimo il suo operato, ha vissuto giorni amari in Russia, tra contrasti, dissidi interni, compromessi e giocatori non all’altezza, estromissione dal Mondiale meritatissima. Messi esce dal Mondiale nella stessa giornata in cui anche CR7, suo acerrimo nemico-collega, viene mandato a casa con la sua nazionale da un buon Uruguay capeggiato da Cavani e da un Bentancur di grande personalità. Cristiano Ronaldo, dopo un inizio con il botto, 3 reti alla Spagna, si è via via spento arrivando a incarnare un Portogallo senza grosse illuminazioni, carenze lampanti e poche fonti di gioco. Insomma i due maggiori vincitori di Palloni d’Oro del ultimo decennio, 5 a testa, mestamente hanno rifatto le valigie e sono tornati, giustamente, a casina loro. Ma l’eliminazione più chiassosa appartiene alla presuntuosa Spagna che affrontava un avversario certamente più debole, come i padroni di casa della Russia. Le furie rosse del neo allenatore Hierro si sono intestardite nel loro possesso palla sfinente e noioso, ma il tiki taka una volta brillante, veloce e verticalizzante non si è mai visto, mentre i russi si sono trincerati in una difesa ad oltranza, con rare avanzate, trascinando gli spagnoli ai calci di rigore, e battendoli. Ennesima eliminazione, tanto incredibile quanto meritata, con il tasso di arroganza azzerato dalle lacrime di disperazione degli iberici. Il Mondiale entra nel vivo ora, c’è da metterci le mani sul fuoco, le sorprese non finiranno qui.

di Franco Leonetti

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