Politica divisa tra immigrazione e decreto dignità

Quella fra giovedì 28 e martedì 3 è stata una settimana campale per la politica italiana ed estera. Tra giovedì 28 e venerdì 29 giugno si è tenuto il Consiglio Europeo, che ha visto come tema centrale quello delle migrazioni. Al tavolo 28 capi di Stato e di Governo. I lavori sono durati per circa nove ore e sono culminati in un compromesso in 12 punti sul tema. Fra i punti cardine, viene ribadita l’importanza di un «approccio globale alla migrazione che combini un controllo più efficace delle frontiere esterne dell’Ue, il rafforzamento dell’azione esterna e la dimensione interna, in linea con i nostri principi e valori». Ma durante il summit si è parlato anche di economia, finanza e commercio, di sicurezza e difesa, con il vertice Nato in vista, della Brexit e della moneta unica.

Sabato 30 hanno destato scalpore le parole del Presidente della Camera Roberto Fico: «Non chiuderei i porti» ha affermato, aggiungendo che quelle di chi emigra sono storie drammatiche. Ha inoltre sottolineato che l’Italia non deve però essere sola ad affrontare l’emergenza, ma unita all’Europa. Un punto di vista quantomeno differente dalla linea del Governo.

Domenica il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha presenziato al tradizionale raduno leghista a Pontida. Secondo gli organizzatori, sarebbero stati 75mila i partecipanti. «Governeremo per trent’anni» ha annunciato il leader leghista. Numerosi gli argomenti toccati sul palco dai vari esponenti leghisti: dall’immigrazione, tema caldo del recentissimo Consiglio Europeo, alla legge Fornero, passando per i temi etici come l’adozione per le coppie dello stesso sesso e l’utero in affitto.

Sono stati avviati lunedì, invece, i lavori sul “decreto dignità”, definita dal vicepremier Luigi Di Maio la “Waterloo del precariato”. Tre i punti chiave: lavoro, delocalizzazione e gioco. Una delle misure di spicco è l’abbassamento del tetto di durata massima dei contratti a termine, che scendono da 36 a 24 mesi. Il provvedimento si propone inoltre un giro di vite contro il gioco, per tentare di combattere le ludopatie. Novità anche per la norma sulle delocalizzazioni: sono previste multe da 2 a 4 volte il beneficio ricevuto per le imprese che lasciano l’Italia “entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata”.

Martedì 3 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invece avviato il suo tour di visite ai paesi baltici. Il primo leader straniero incontrato dal Capo dello Stato italiano è stato Raimonds Vejonis, presidente lettone. Anche in questa sede si è parlato di migrazioni, ma non solo: secondo Mattarella, questo è un periodo di grandi sfide su diverse tematiche, come la sicurezza, la finanza e l’ambiente. È essenziale, dunque, ha osservato il Presidente, una grande solidarietà a livello europeo.

di Fabiana Bianchi

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