Quando il Bitcoin: tra alti e bassi, ce ne sono 16,5 milioni in circolazione

Quando il Bitcoin: tra alti e bassi, ce ne sono 16,5 milioni in circolazione

5 Luglio 2018 0 Di il cosmo

I Bitcoin, questi (s)conosciuti. Sono stati creati come moneta virtuale nel 2009, raggiungendo a marzo del 2018 i 16,5 milioni di valuta in circolazione. Una crescita costante, senza pause. Nel primo trimestre del 2011, eravamo ad appena 5,8 milioni di ‘pezzi’. Sono, a oggi, la criptovaluta più utilizzata nel mondo. Per quanto riguarda le quotazioni, se oggi siamo appena al di sotto dei 9 mila dollari, entro il 2020 dovremmo arrivare sopra ai 91 mila dollari. Un’analisi che si rifà anche alle quattro crisi che la moneta virtuale ha avuto fino a questo momento, a cui è sempre seguita una grande crescita. Da giugno a novembre 2014 perse il 93%, nel solo 2013 il 70%, da dicembre 2013 a gennaio 2015 l’86%, all’inizio di quest’anno il 70%.

Dall’inizio del 2018, in realtà, il prezzo del Bitcoin ha bruciato il 40% del suo valore, la perdita risulta però del 70% se messa in relazione con i massimi storici messi a segno nel dicembre del 2017. Cinque anni fa, a metà del 2013, il Bitcoin perse proprio il 70%, ma successivamente arrivò a guadagnare addirittura più del 55 mila per cento. Se si avvererà ciò che dicono gli esperti, entro il 2022 il Bitcoin varrà oltre 125 mila dollari, con un 400% in più rispetto alle stime formulate a ottobre del 2017.
Due delle nazioni che più di altre stanno risentendo dell’arrivo del Bitcoin sono la Svizzera e proprio l’Italia, in particolare l’area di Milano. Le statistiche più complete riguardano comunque la moneta virtuale a livello mondiale. Secondo un report di Juniper Research, entro l’anno prossimo ci saranno 4,7 milioni di utilizzatori. Tenete presente, però, che la piattaforma di deposito di Bitcoin, Blockchain.info, fa sapere di avere oltre 19 milioni di portafogli in criptovaluta, un numero praticamente raddoppiato rispetto ai 10 milioni dell’inizio del 2017.

Cifre che si rincorrono, cifre che si smentiscono tra di loro. Difficile effettivamente quantificare una moneta che corre in rete, dunque molto velocemente. Spulciando in rete, siamo comunque arrivati alla pagina Quibitcoin.it, dove c’è addirittura una classifica delle regioni italiane, ma anche dell’utilizzo nelle province, nei comuni e in categorie e sottocategorie. Parliamo di utilizzo da parte degli esercenti. Al primo posto c’è la Lombardia, con 123 negozi e una percentuale del 17,28%, poi il Trentino Alto Adige (82, 11,52%). In ultima posizione c’è la Val d’Aosta (1, 0,14%), preceduta dal Molise (2, 0,28%) e dalla Basilicata (3, 0,42%). Se guardiamo la classifica degli esercenti per 100 mila abitanti, scopriamo però che al primo posto c’è il Trentino (7,80), poi il Friuli Venezia Giulia (2,20). La Lombardia è solo settima (1,23). All’ultimo posto c’è la Campania (0,44). Calabria e Puglia sono al penultimo posto (0,51).

Nella classifica per province, Milano è al comando (60, 8,43%) a pari merito con Roma. Al terzo posto c’è Trento (8,29). In 101esima e ultima posizione troviamo Latina, Crotone, Vercelli, Macerata, Mantova, Pistoia, Sassari, La Spezia, Aosta, Foggia, Isernia, Belluno, Lecco, Terni, Fermo, Gorizia, Potenza, Trapani, Catanzaro, Enna, Medio Campidano, Ascoli Piceno, Livorno e Campobasso (tutti con 1, 0,14%). Per negozi ogni 100 mila abitanti, Trento scala la classifica (59, 11,01%), il doppio della seconda classificata, Verbano-Cusio-Ossola (9, 5,58%). Milano scivola in 15esima posizione (60, 1,89%). Foggia è 97esima e ultima (1, 0,16%).

Vediamo anche la classifica per Comuni. Roma è al comando (52, 7,30%) davanti a Milano (47, 6,60%), quindi Rovereto, che doveva diventare la Bitcoin Valley (25, 35,1%). Dalla 91esima alla 367esima posizione troviamo città con un solo negoziante. Sorprese per quanto riguarda i negozianti ogni 100 mila abitanti. Al primo posto c’è Dolcedo (Imperia) con 3 (2,04%), quindi Vizzola Ticino (Varese) (1, 1,62%). Il primo Comune di una certa importanza, Ventimiglia, è il 92esima posizione.

Infine, ecco la classifica per categoria. Primeggiano i negozi (223, 31,32%), poi i servizi (27,39%). Al terzo posto il turismo (12,36%). Ultima l’industria (1, 0,14%). Come categoria, IT al primo posto (55, 7,72%), poi il Ristorante (47, 6,60%).

di Alessandro Pignatelli