Sentenza Uefa: Milan fuori dalle Coppe

Un anno fuori dalle Coppe Europee, ecco l’esito della sentenza Uefa a riguardo del Milan. I dubbi della vigilia, dunque, vengono confermati, anche se rispetto ai pronostici pre-verdetto, scompare l’ipotetica multa salatissima di 30 milioni di euro. Ma le motivazioni della sentenza si agganciano ad un aspetto chiaro: ci sono forti dubbi da parte dell’organismo massimo del calcio continentale, sulla credibilità della proprietà e dei business plan presentati, soprattutto sui ricavi provenienti dalla Cina. Tutto ciò è chiaramente emerso dalle prime indiscrezioni sulle oltre trenta pagine di motivazioni con cui la Camera giudicante della Uefa ha spiegato perché ha estromesso il Milan dalle coppe europee per una stagione. L’organo giudicante, dunque, ha utilizzato più volte il termine “credibility”, spesso in senso negativo, ripercorrendo le fasi dell’intera vicenda economico-patrimoniale legata alla società rossonera. Il Milan ha annunciato subito che presenterà ricorso al Tas, con l’appello che, per motivi d’urgenza, dovrebbe concludersi entro il 20 luglio, e diciamolo chiaramente, non sarà per nulla semplice, per il club rossonero, riuscire ad ottenere la cancellazione della squalifica. Nel 2016 i giudici di Losanna, confermarono la stessa sanzione, inflitta sempre per sforamenti dei parametri del fair play finanziario del pareggio di bilancio, a Galatasaray e Karabukspor, anche se i due club turchi avevano violato il settlement agreement. Al Milan il settlement per rientrare dagli sforamenti dell’ultimo triennio dell’era Berlusconi è stato invece negato, come il voluntary, quindi la situazione, rispetto ai due club turchi, appare ancora più grave e marcata. E’ doveroso aggiungere anche un ulteriore fattore che potrebbe rivelarsi nodale nella questione ricorso al Tas. Il Milan, ad oggi, continua a non avere certezze sulla proprietà e sull’immediato futuro, discriminante questo che viene tenuto in grande considerazione, per tramutare in favorevole il ricorso, insomma un nodo da sciogliere a breve per sperare in chiave positiva. Al momento, invece, continua a tenere banco la trattativa in corso tra Yonghong Li e Rocco Commisso, imprenditore italo-americano nel settore delle tv via cavo, per la cessione delle quote di maggioranza del Milan. L’offerta formalizzata dall’imprenditore italo-americano è stata giudicata al ribasso da Mr. Li che deve affrontare l’insidiosa prima scadenza con Elliot: il versamento dei 32 milioni di aumento di capitali anticipati dal fondo americano. Se Li Yonghong non dovesse riuscire a reperire i denari al più presto, il Milan passerà nelle mani di Elliot che a quel punto potrà, a sua volta, aprire le proprie trattative per la cessione del club. Il comunicato, apparentemente di chiusura diramato da Commisso, nei giorni scorsi, potrebbe invece rappresentare un velato atto strategico, utile a mettere ulteriore pressione sulle spalle dell’imprenditore cinese. In conclusione, ad oggi il panorama su chi sarà il proprietario della società rossonera appare foscoso e poco definito. Intanto il tempo passa e l’appello si avvicina.

di Franco Leonetti

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