Wiki-Era

Profetica quanto Cassandra durante la guerra di Troia. Purtroppo, mi verrebbe da aggiungere. Vi ricordate quando due settimane fa scrissi che il male del mondo moderno è l’ignoranza? Bene, ritengo che la nuova legge sul copyright, al vaglio in queste ore dall’Ue, contribuisca ampiamente in questa direzione ingrassando il popolo della mala education. Come al solito l’Universo si accartoccia nella burocrazia anziché badare alla sostanza a scapito ovviamente della Cultura e di chi contribuisce a crearla. Non penso che Wikipedia chiuderà alla fine dei giochi, ma questa vicenda deve far riflettere. Per colpa dei soliti cavilli rischiamo, infatti, di perdere un patrimonio “free” importantissimo nell’era dei verbi possessivi scritti senza “h” e della fase preagonica del congiuntivo abbandonato ormai anche nel doppiaggio dei cartoni animati. “Cara lettrice, caro lettore, Il 5 luglio 2018 il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà se accelerare l’approvazione della direttiva sul copyright. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet – si leggeva ieri sulla home page di Wikipedia – Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere”. Da giornalista ho sempre odiato i fautori del Copia e incolla selvaggio (sport praticato da moltissimi pseudo scrittori – ndr), ma in questo caso si rischia di andare oltre. Informare senza condividere sa molto più di censura che di libertà di espressione. E dove manca la condivisione, la Cultura muore.

di Michela Trada

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