Alberghi in Italia, previsioni, tendenze del turismo 2018

Quanti alberghi ci sono in Italia? Quante camere? Quanti letti? Il censimento per l’estate 2018 è stato fatto dall’Istat ed è pubblicato sul sito di Federalberghi. L’offerta turistica italiana, come sappiamo, è di altissimo livello. Sia come qualità sia come quantità.

In tutto lo Stivale, troviamo ben 460 strutture a 5 stelle, vale a dire il massimo possibile per un hotel. E’ l’1,4% del totale. Quelli a 4 stelle sono 5.726 (17,3%), a 3 stelle 15.355 (46,3%), a 2 stelle 5.911 (17,8%), a 1 stella 2.861 (8.6%). Ci sono poi 2.853 residenze turistico alberghiere (Rta), 8,6%. Qual è la differenza con gli alberghi? Che questi offrono alloggio prevalentemente in camere, le Rta offrono camere e cucina.

Per quanto riguarda l’offerta di camere, ne troviamo 33.900 negli alberghi a 5 stelle, 368.172 in quelli a 4 stelle, 473.348 in quelli a 3 stelle, 98.956 negli hotel a 2 stelle, 36.006 negli alberghi a 1 stella, 80.679 in quelli rta. Per un’offerta di letti che è così suddivisa: 73.427 5 stelle, 769.163 4 stelle, 944.959 3 stelle, 187.661 2 stelle, 66.847 1 stella, 206.168 rta.

Complessivamente, dunque, il nostro Paese dispone di 33.166 alberghi, 1.091.061 camere e 2.248.225 letti. Per quanto riguarda le presenze, dobbiamo basarci intanto sulle presenze tra gennaio e aprile 2018: la crescita è stata dell’1,4%, con +0,9% di ospiti italiani e +1,9% di stranieri. La crescita del saldo relativo alle spese turistiche degli stranieri in Italia è stata del 7,7% rispetto al 2016. Molto positivo anche l’andamento del traffico negli aeroporti, sia per il numero di passeggeri nei voli internazionali (+8,3%), sia per quelli nei voli nazionali (+3,8%).

Ci sono poi le stime che non possono che far sorridere chi lavora nelle strutture. Ci si attende infatti un nuovo record, dopo quello dell’estate 2017. Si prevede la presenza di 218,9 milioni di presenze, 4,5 milioni in più rispetto al 2017. Torneranno a essere gli italiani la maggioranza (53,3%), con 116,7 milioni di presenze stimate. Nelle strutture ricettive ufficiali dovremmo essere sui 50,3 milioni di presenze, un milione in più rispetto allo scorso anno. Mare, città d’arte e borghi porteranno su il mercato. L’indagine è a cura del Centro studi turistici di Confesercenti: 2.297 le strutture ricettive che hanno contribuito all’indagine.

Per il trimestre estivo 2018, secondo il campione di intervistati, ci si aspetta un 2,1% in più di presenze. I flussi degli stranieri sono stimati al +2,6%, dei connazionali al +1,6%. Per l’alberghiero +2,1%, per l’extra alberghiero +2%. Nel primo comparto ci si attende un +1,4% di italiani e un +3% di stranieri, nel secondo +1,9% italiani, +2,2% stranieri. Nelle città d’arte e nei centri minori le aspettative migliori: +3,2% (+3,8% stranieri, +2,2% italiani). Per le città di mare siamo al +2,2% (+2,1% italiani, +2,3% stranieri). Per le località di montagna, le prospettive sono buone (+1,9%),soprattutto per merito di chi arriva da oltre confine (+2,7%), mentre i nostri connazionali saranno l’1,5% in più. Incremento anche sui laghi (+1,3%, con +1,5% di mercato straniero e stabilità per quello nostrano). Per le località termali +1,2%, per la campagna/collina +0,9%.

Si stima, in questa estate 2018, una crescita di turisti tedeschi, austriaci, svizzeri, britannici, olandesi e francesi. Per i mercato extra europei, ottime le performance di Stati Uniti, Cina e Paesi dell’Est. Stabili Canada, Brasile, India e Russia. In flessioni l’arrivo di turisti da Spagna e Giappone. Terminiamo con alcune tendenze per la stagione estiva 2018.

Domanda last minute: per il 46% degli imprenditori intervistati, aumenteranno i turisti che sceglieranno la destinazione e i servizi correlati a ridosso della partenza. Questo è forse il motivo che ha portato il 32,8% a credere che la capacità di spesa dei turisti sarà inferiore. Per il 46%, vi sarà un sensibile aumento di chi prenoterà la vacanza online. Il 20% degli imprenditori segnala un minor utilizzo degli strumenti di prenotazione offline, il 70% parla di stabilità. Le persone intervistate prevedono una diminuzione del periodo di soggiorno (34%), l’11% prevede un sensibile aumento. Per il 29,4% degli imprenditori, la fedeltà del turista aumenterà nel trimestre estivo, per il 54,3% il fenomeno è ormai stabilizzato.

 

di Alessandro Pignatelli

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