Cronaca: I fari del mondo sulla grotta della Thailandia

Negli ultimi giorni, le pagine di cronache sono state dominate dalle notizie provenienti dalla Thailandia, dove una squadra sportiva di dodici ragazzi, insieme al loro allenatore, è rimasta imprigionata nelle grotte di Tham Luang. Le operazioni di salvataggio hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso. La squadra è rimasta intrappolata il 23 giugno, a causa di un’improvvisa pioggia.
Giovedì 5, in ambito nazionale, invece, le telecamere sono state puntate sul processo di appello per la morte di Loris Stival. Il bimbo era stato ucciso a soli 8 anni il 29 novembre 2014: un delitto che aveva scosso l’Italia. La sentenza, pronunciata dalla Corte d’Assise d’appello di Catania, ha confermato la condanna a 30 anni già sancita in primo grado nei confronti della madre, Veronica Panarello. L’avvocato difensore aveva invece chiesto l’assoluzione per non avere commesso il fatto.
Venerdì 6 è arrivata una triste notizia dalla Thailandia: nella notte uno dei soccorritori ha perso la vita nelle operazioni di recupero dei ragazzi imprigionati nella grotta. Saman Kunan aveva 37 anni ed era stato membro dei Navy Seals thailandesi. Era uno dei soccorritori volontari e aveva l’incarico di lasciare delle bombole di ossigeno lungo il percorso, per permettere successivamente ai ragazzi di usarle durante il salvataggio. L’uomo è deceduto probabilmente per la mancanza di ossigeno: quando i compagni l’hanno estratto dalla grotta, per lui ormai non c’era più nulla da fare.
Note tragiche anche nelle pagine di cronache italiane. A Cetona, in provincia di Siena, si delinea quello che sembra un caso di omicidio-suicidio. Secondo le prime ricostruzioni, un uomo di 41 anni avrebbe ucciso la moglie soffocandola con un cuscino. In seguito, l’uomo è stato trovato senza vita, impiccato a un albero. La coppia aveva un figlio di nove anni.
Sabato 7 l’attenzione rimane alta sulle grotte thailandesi: i ragazzi e l’allenatore hanno inviato attraverso i soccorritori alcune lettere alle famiglie. L’allenatore ha chiesto scusa ai parenti dei ragazzi e ha promesso di prendersi cura di loro al meglio in quei difficili giorni all’interno della caverna.
In Italia, invece, è emersa una storia triste ma anche capace di accendere la fiducia negli altri. A Latina, una ragazza di nome Martina ha combattuto per due anni contro la malattia. Aveva 19 anni. Anche negli ultimi tempi, ha continuato a studiare regolarmente e a preparare il materiale per l’esame di maturità, che avrebbe dovuto sostenere al liceo linguistico. Il 12 giugno, però, pochi giorni prima degli scrutini, ha dovuto arrendersi alla malattia. Lei non c’era più, ma le sue compagne di scuola non hanno lasciato cadere nel vuoto il suo lavoro: sono state loro a discutere davanti alla commissione d’esame la sua tesina già ultimata. La scuola ha rilasciato un diploma simbolico, che ora compagni e docenti vorrebbero vedere ufficialmente riconosciuto dal Ministero.
La giornata di domenica si è aperta con un’ottima nuova: quattro dei dodici ragazzi intrappolati nella grotta in Thailandia sono stati salvati. Tre di loro sono apparsi stremati, ma in buone condizioni, mentre per il quarto la situazione si è mostrata più preoccupante. I ragazzi sono stati trasportati immediatamente in ospedale con delle ambulanze.
Le prime luci del mattino di lunedì 9 hanno portato con loro la notizia di una grossa operazione dei Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria. Sono state fermate 38 persone. Le accuse sono diverse: fra le altre associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi e danneggiamento. Per gli inquirenti vengono così smantellate due cosche della ‘ndrangheta.
Martedì 12 si festeggia per la liberazione della squadra imprigionata nella grotta in Thailandia dopo 18 giorni. In Italia, invece, le cronache giudiziarie puntano l’attenzione sul processo di appello a carico di Manuel Foffo, accusato dell’omicidio di Luca Varani, avvenuto nel marzo 2016. Il capo di imputazione è di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà. Il giudice ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione.

di Fabiana Bianchi

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