Politica: dalle vaccinazioni ai dazi fra Stati Uniti e Cina

È un tema decisamente caldo quello che ha dominato le pagine politiche nella giornata di giovedì: le vaccinazioni. Le nuove disposizioni per l’anno scolastico 2018-2019, contenute in una circolare del Ministero dell’Istruzione e di quello della Salute, prevedono in ogni caso che i bambini e i ragazzi fino ai 16 anni debbano essere vaccinati: per il momento non viene quindi scalfito l’obbligo vaccinale. Ma il provvedimento considera sufficiente l’autocertificazione, senza necessità di documenti sanitari. La scadenza per la consegna è stata fissata al 10 luglio e il documento avrà validità annuale. L’obbligo vaccinale in sé, hanno invece annunciato dal Governo, sarà discusso in sede parlamentare. La scelta dell’autocertificazione ha incontrato lo scontento di diversi esponenti del mondo scientifico e di vari membri della minoranza.

Venerdì 6 luglio l’attenzione è stata invece concentrata sugli altri continenti: sono infatti entrati in vigore i dazi fra Stati Uniti e Cina. Gli Usa hanno stabilito una sovrattassa del 25% per i prodotti di importazione cinese. Anche la Cina ha imposto un dazio nei confronti degli Stati Uniti di uguale valore. Il provvedimento è stato accolto negativamente dal colosso asiatico, che ha accusato Trump di “bullismo commerciale”. La cosiddetta “guerra dei dazi” rischia di avere pesanti conseguenze anche sull’economia dell’Unione Europea.

Sabato 7 è stato invece il giorno clou delle “magliette rosse”: un simbolo contro la tragedia delle morti in mare dei migranti. L’iniziativa è stata lanciata da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, in collaborazione con altre realtà associative. Da alcuni esponenti del mondo politico sono arrivate risposte ironiche: in primis da Matteo Salvini. «Che peccato – ha scritto su Facebook – in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi…». Ha replicato direttamente don Ciotti, proponendogli di incontrarsi: «Gliela porto molto volentieri una maglietta al Viminale, un piccolo gesto, fatto con rispetto».

Notizia di spicco sulla pagina politica di domenica è l’elezione del segretario del Partito Democratico. L’assemblea ha scelto Maurizio Martina, in precedenza reggente. Martina, ex Ministro delle Politiche Agricole, ha auspicato l’avvio di un percorso congressuale straordinario per il partito in vista delle elezioni europee del 2019.

Lunedì il vicepresidente Luigi Di Maio è tornato sul tema del decreto Dignità: «Il Decreto Dignità che presto arriverà in Parlamento continua ad essere attaccato da destra e da sinistra con le più fantasiose motivazioni possibili. Questo è il segnale che siamo sulla strada giusta» ha scritto sulla sua pagina Facebook.

Sul tema, martedì, gli ha fatto eco Matteo Salvini. Il Ministro dell’Interno ha osservato come in alcuni settori i voucher possano rappresentare un’alternativa al lavoro nero e ha approvato la scelta di Di Maio di portare il decreto in discussione.

di Fabiana Bianchi

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