Vacanze in montagna: l’estate va meglio che l’inverno

Quali sono i dati delle vacanze sulle montagne italiane? L’Isnart, l’Istituto nazionale ricerche scientifiche, ha tracciato un bilancio. Le imprese ricettive, nel 2016, hanno fatto segnare performance di vendite superiori alla media nazionale: 46,1% contro 42%. L’occupazione delle camere, però, ha un andamento altalenante. In piena estate, per esempio, si raggiunge il 54,4% di riempimento. Ed è il picco massimo, anche superiore all’inverno.

Complessivamente, l’86,3% delle imprese montane ha fatto sapere di aver avuto un andamento costante nelle vendite, ma si nota maggiore stagnazione, con l’8,9% delle imprese che dichiara un calo e solo il 4,7% che dicono di aver avuto un aumento. Stesso trend per il fatturato: 86,4% stabile, 8,6% in diminuzione, 4,9% in aumento. Appena il 13,2% delle imprese ha effettuato investimenti nel 2016, per 55 mila euro, pari al 30,2% del fatturato.

Interessante constatare quali sono i motivi che spingono i turisti a preferire la montagna italiana al mare. Il 31,5% lo fa per le bellezze naturalistiche, a seguire la possibilità di fare attività sportiva, la tradizione gastronomica. E ancora, desiderio di visitare luoghi nuovi (10,8%), visitare amici e parenti (10,3%), buon rapporto qualità prezzo (10,1%). Il 71,5% di chi sceglie le vette fa poi escursioni, il 68,1% pratica sport. Il 17,5% visita il centro storico della località, il 16,1% fa shopping, il 13,3% visita i centri benessere, l’11,9% degusta prodotti locali, l’11,1% acquista prodotti tipici e artigianali, il 10,8% partecipa a eventi enogastronomici, il 7,8% a quelli di folklore, il 7,3% va per musei e mostre.

Un po’ carente, ancora oggi, la comunicazione. Il 45,9% dei turisti viene influenzato dal passaparola di chi è già stato nella tale località, il 32,1% sceglie attraverso il web. Appena il 19,6% si fa influenzare dalle proposte consigliate dall’intermediazione organizzata di adv e to o dalle proposte del catalogo (7,8%). Rispetto alle imprese che operano nelle località di mare, quelle di montagna fanno fatica a utilizzare le nuove tecnologie e pure internet.

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