Bari e Cesena falliscono, terremoto in Serie B

Il calcio italiano ha bisogno di riforme istantanee, immediate, non c’è più tempo per gli indugi. Questo è il refrain che ogni estate, intorno alla metà di luglio, va più di moda. E ogni anno la situazione peggiora sensibilmente. Sembra un bollettino di guerra, invece è soltanto la triste lettura delle decisioni della Covisoc, il comitato di vigilanza delle società di calcio. Il Bari fallisce per la seconda volta nel giro di quattro anni, ma potrebbe ripartire dalla Serie C dopo la fusione con il Bisceglie, ma anche il Cesena deve rinunciare al ricorso per la mancata iscrizione al prossimo campionato di Serie B. Due club gloriosi, che hanno scritto pagine importanti del calcio italiano, e che sono stati simboli della cadetteria sono cadute clamorosamente per i debiti accumulati e chissà quando riusciranno a tornare tra le grandi. Il ritornello dei fallimenti continua, come ormai triste costume, con la Serie C, con la sparizione di squadre come Reggiana e la Fidelis Andria e Mestre. Se la Triestina è riuscita a cavarsela, l’Avellino in serie B rischia tantissimo e la sua situazione sarà da monitorare, mentre anche il Cuneo, che ha presentato ricorso, resta in ambasce, attendendo il giudizio definitivo della Covisoc. Il quadro appare ben delineato. Dopo mesi di speculazioni, per molti non è stato più possibile evitare il tracollo, così il nostro calcio ha perso storiche società che ripartiranno del dilettantismo. La situazione di Bari e Cesena, purtroppo è paradossale. Il Bari, che come il Cesena era stato estromesso dalla serie B dalla Covisoc, sperava in Andrea Radrizzani per versare i 4,5 milioni di euro necessari, ma la sperata ricapitalizzazione non è arrivata, condannando i galletti biancorossi al secondo fallimento in 4 anni, una situazione inaccettabile per i tifosi, che dovrebbe ottenere le attenzioni delle istituzioni calcistiche, invece nessun controllo, nessun monitoraggio sull’affidabilità dei proprietari, così si sprofonda nel far west. Il Cesena invece non ha presentato ricorso e ha comunicato di aver aderito all’istanza di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica di Forlì. Servivano 6 milioni per salvarsi, ma i contatti con una banca inglese che si era detta interessata non sono stati proficui: come nel caso del Bari, tutti i giocatori ora diventano svincolati. La piazza di Cesena, è una delle storiche porte del calcio, finisce così un’avventura di calcio di provincia durata 78 anni. I bianconeri cesenati nella loro storia hanno disputato 13 campionati di A, vantando anche una partecipazione in Coppa Uefa nella stagione ’75-’76. Nel campionato di B concluso a maggio la squadra guidata da Castori si era salvata sul campo con un finale portentoso, ora lo sprofondo rosso. Ora partiranno i ripescaggi, con altri club retrocessi in C a sperare la risalita istantanea, per il resto rimane l’amaro in bocca, per vicende gestite malissimo e finite peggio. E che, purtroppo, ogni anno in questo periodo, sistematicamente, si ripresentano.

di Franco Leonetti

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