Coperture vaccinali: in Italia preoccupa soprattutto il morbillo

La soglia di copertura per le vaccinazioni è stata fissata al 95 per cento, in Italia, dall’Organizzazione mondiale della sanità. Significa che con quella percentuale di popolazione vaccinata non si corrono rischi di contagio. Nel nostro Paese, però, non si raggiunge questa soglia per nessuno dei vaccini monitorati dall’Istituto superiore di sanità. Il che porta a una conseguenza: gli agenti patogeni continuano a circolare, mettendo a rischio la salute di tutti.
Vediamole, queste percentuali. Per il tetano siano al 93,56 per cento, per la polio al 93,43 per cento, per la difterite al 93,35 per cento, per la pertosse al 93,33 per cento, per l’epatite B al 93,2 per cento. L’obbligo vaccinale, in Italia, al momento riguarda solo quattro malattie: poliomelite, difterite, tetano ed epatite B. Quelle raccomandate sono per pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella, infezioni da Haemophilus influenza B (Hib), meningococco C, pneumococco, influenza e papillomavirus. Non sono gratis solo i vaccini obbligatori, ma dal 2017 anche quelli raccomandati.
Andiamo dunque a vedere la percentuale di copertura anche per le altre patologie: hib 93,03 per cento, morbillo 85,29 per cento, parotite 85,23 per cento, rosolia 85,22 per cento, varicella 30,73 per cento, meningococco 85,29 per cento, pneumococco coniugato 76,62 per cento.
A preoccupare, nel nostro Paese, è stato il picco di morbillo nei primi mesi del 2017. Nel mese di marzo ci sono stati 818 casi. L’Italia è schizzata ai primi posti, in Europa, insieme a Romania e Olanda, per incidenza della malattia. Il dato riguarda in particolare i giovani e va di pari passo con la diminuzione di vaccinazioni dal 2010 in poi (eravamo al 90,6 per cento di copertura). Il 55 per cento degli ammalati riguarda la fascia d’età 15 – 39 anni, il 17% i 39enni, il 13% da 1 a 4 anni, il 9% da 5 a 14 anni, il 6% chi ha un anno o meno.
Restiamo sul morbillo, la malattia che forse più mette in allarme i medici. La soglia del 95 per cento fissata dall’Oms costruisce la cosiddetta immunità di popolazione. Si proteggono cioè, per via indiretta, anche coloro che – per motivi di salute – non si possono vaccinare. Le percentuali di bambini di due anni vaccinati contro il morbillo sono sensibilmente aumentate fino alla metà del primo decennio del XXI secolo, per poi stabilizzarsi. Dal 2013 c’è stato un progressivo calo, con differenze tra regione e regione e secondo il tipo di vaccino. L’incremento del vaccino esavalente (poliomelite, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Haemophilus influenzae) è stato di circa due punti percentuali, quello trivalente (morbillo, rosolia e parotite) ha perso copertura, scendendo di ben 5 punti percentuali (era il 90,4 per cento nel 2013).

di Alessandro Pignatelli

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