Davide Favro, il futuro del “lungo” italiano

Davide Favro vola. Lo ha fatto ancora nelle scorse settimane ai Campionati Europei Under 18 di atletica leggera, di Gyor, in Ungheria. Il vercellese ha conquistato la medaglia d’argento nella gara di salto in lungo, raggiungendo la misura di 7,29, polverizzando il suo primato personale che alla vigilia degli Europei era di 7,09. Nel palmarès di questa giovane promessa troviamo: due titoli italiani outdoor cadetti nel salto triplo nel 2016 e nel 2017, un bronzo agli EYOF Under 17 nel salto triplo nel 2017, un titolo italiano indoor allievi nel salto in lungo e un argento nel salto triplo nel 2018, un titolo italiano nel salto in lungo e nel salto triplo ai campionati italiani outdoor allievi nel 2018 e un argento agli Europei u18 nel salto in lungo nel 2018. in occasione delle meritate vacanze ci parla un po’ di sé.
Quando e perché hai iniziato a praticare atletica?

Ho iniziato a fare atletica nel 2007 all’età di 5 anni, ai tempi mio fratello maggiore aveva 9 anni e faceva calcio e dopo i giochi della gioventù i miei genitori decisero di fargli provare atletica e decisero di farla provare anche a me e all’altro mio fratello.

Quali progetti hai per il futuro? A livello sportivo e non solo.

A livello sportivo voglio continuare a migliorare perché in futuro vorrei diventasse il mio lavoro mentre a livello scolastico voglio portare a termine in 5 anni di liceo per poi decidere se affrontare un percorso universitario o meno.

Sei giovane. Quanto devi sacrificare per l’atletica visto il livello che hai raggiunto?

Per l’atletica devo rinunciare soprattutto alle feste nei periodi di gara anche perché comunque l’atletica porta via molto tempo, però io non li definirei sacrifici ma scelte perché comunque è quello che voglio fare e alla fine non mi pesano neanche.

Descrivi una tua settimana da atleta in piena stagione di gare.

Durante il periodo di gara gli allenamenti sono prettamente di tecnica quindi non sono allenamenti troppo faticosi dal punto di vista fisico ma sono molto faticosi dal punto di vista mentale, l’alimentazione è abbastanza libera e il nostro allenatore ci chiede solo di evitare cibi spazzatura o merendine, nel tempo libero mi rilasso per smaltire l’allenamento ed essere pronto all’allenamento successivo o alla gara.
Quale è la cosa che ti piace di più del tuo sport?

Di solito penso a tutti i gesti tecnici del salto e se riesco cerco di individuare tutti i miei avversari.

A cosa pensi quando stai per iniziare una gara?

Di solito penso a tutti i gesti tecnici del salto e se riesco cerco di individuare tutti i miei avversari.

Hai qualche gesto scaramantico o rituale prima della gara?

Non ho gesti scaramantici veri e propri, l’unica cosa che faccio è battere la mano due volte sull’elastico che ho al polso e poi quando entro in pedana batto due volte la mano sulla pista.

C’è qualcuno a cui ti ispiri?

Mi ispiro a diversi atleti internazionali come i lunghisti Manyonga ed Echevarria oppure il triplista Taylor.

Cosa diresti per convincere un tuo coetaneo a praticare atletica?

Per convincere qualcuno a fare atletica gli direi che è lo sport più bello del mondo e che può regalare delle soddisfazioni incredibili.

Che cosa è per te portare la divisa della Nazionale?

Per me portare la divisa azzurra è un onore e una gioia perché ogni ragazzino che inizia a fare sport sogna di poterla indossare un giorno. Poi indossare la maglia azzurra mi fa capire che quello che sto facendo e le scelte che ho preso in questi anni sono corrette.

di Deborah Villarboito

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