Fake news atto II: cervelli di scimmia frullati

È sufficiente visitare pochi siti o pagine Facebook per rendersi conto che i vaccini sono forse uno degli argomenti più legati alla proliferazione di “bufale” o “fake news”. Eppure questo è uno dei terreni più pericolosi, che rischia letteralmente di mietere vittime se si lasciasse aperta la strada alle menzogne.
Una delle teorie che ancora oggi fanno paura, malgrado migliaia di smentite, è quella che collega le vaccinazioni all’insorgere di autismo. Tale correlazione fu riportata da uno studio del 1998, in seguito rivelatosi falso. Le successive ricerche non hanno mai evidenziato alcun legame tra vaccini e autismo. Al contrario, attualmente la medicina sembrerebbe evidenziare cause congenite alla base dell’autismo. I vaccini, dunque, nulla possono c’entrare. Qualcuno sostiene poi che i bambini vaccinati siano infettivi per un periodo dopo la somministrazione, proprio come se avessero contratto la malattia. Questo non è vero perché la maggior parte dei vaccini contiene solo determinate parti del virus o del batterio. Quindi non possono replicarsi. Altri vaccini contengono effettivamente virus “interi”, ma troppo deboli per infettare altre persone. Che dire del sempreverde «dieci vaccini tutti insieme sono troppi»? In realtà, i vaccini non sovraccaricano il sistema immunitario, che di per sé è capace di rispondere a “minacce” molto più serie. Sarebbero tranquillamente tollerabili anche numeri maggiori di vaccini. Per lo stesso motivo, non bisogna credere che il sistema immunitario di un bambino piccolo sia troppo debole per reagire ai vaccini. Basti pensare all’”aggressione” che subisce il corpo di un neonato quando passa dall’ambiente pressoché sterile dell’utero materno a quello esterno, in cui vivono miliardi di batteri. “Aggressione” a cui il sistema immunitario, in condizioni normali, reagisce senza particolari problemi. Diverse malattie, poi, sono pericolose soprattutto per i bambini più piccoli: ritardare il momento della vaccinazione, quindi, rischia solamente di esporlo a gravissimi rischi.
Non mancano mai, poi, le teorie del complotto secondo cui le case farmaceutiche baserebbero i loro guadagni sulle campagne di vaccinazione. In realtà, i vaccini sono una delle fonti minori di fatturato. I numeri più alti si registrano invece nel settore degli antidolorifici. In generale, poi, la cura per una malattia è sempre più costosa del relativo vaccino. Prevenire, dunque, non è solo meglio che curare, ma anche più conveniente in termini economici.
Una delle ultime bufale parla addirittura di “cervelli di scimmia frullati” contenuti nei vaccini. Che dire? Forse nemmeno Indiana Jones avrebbe immaginato tanto.

di Fabiana Bianchi

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