Politica italiana: attenzione ancora sulla questione migranti

Giovedì 12 luglio gli interventi del mondo politico si sono concentrati sul caso della nave Diciotti. In serata, infatti, il premier Giuseppe Conte ha annunciato l’inizio delle procedure di sbarco dei 67 migranti bordo. Sulla situazione era intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ribadito la priorità della lotta ai trafficanti di esseri umani. Luigi Di Maio ha appoggiato l’intervento del Capo dello Stato. A rendere particolarmente acceso il dibattito anche le presunte minacce all’equipaggio della nave Vos Thalassa, che aveva recuperato i migranti in acque internazionali, da parte di due di loro.
Venerdì 13 luglio prosegue il dibattito sull’immigrazione: a Malta si è fermata una nave con 450 migranti a bordo. Fortunatamente, gli Stati europei hanno trovato piuttosto facilmente un accordo: diversi i Governi che si sono detti disponibili ad accogliere parte dei richiedenti asilo. Soddisfatto il premier Conte: «Finalmente l’Italia è ascoltata».
Sabato 14 si è invece scatenata la bufera sull’ormai nota “relazione tecnica” in merito al decreto dignità. Nel testo, infatti, si parla del rischio di una perdita di 8mila posti di lavoro in un anno per via del “giro di vite” sui contratti a tempo determinato. Per il vicepremier Luigi Di Maio, «quel numero, che per me non ha alcuna validità, è apparso la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale». La discussione si è presto allargata, coinvolgendo addirittura l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in un serrato botta e risposta.

Domenica 15 in Italia si continua a discutere sul decreto dignità. Questa volta il dibattito si scatena tra il Governo e l’Inps. Secondo il presidente dell’Istituto, Tito Boeri, non sarà facile stabilire con precisione l’impatto delle nuove norme contenute nel decreto sul mondo del lavoro, ma «il suo segno negativo è fuori discussione».
Arrivano intanto buone nuove dall’estero, dove la Spagna e il Portogallo si aggiungono ai paesi disposti ad accogliere i profughi.
Lunedì 16 occhi puntati sulla politica estera: Matteo Salvini ha annunciato che il Governo italiano non esclude il veto sulle sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia. Si tratterebbe però, ha aggiunto, di un’extrema ratio a cui probabilmente non sarà necessario ricorrere. Le sanzioni alla Russia sono state imposte alla luce della sua condotta geopolitica all’indomani della crisi della Crimea.
Martedì 17 si torna a parlare di migranti. La ong “Open arms” ha accusato la Libia di avere lasciato morire una donna e un bambino che si trovavano su una barca con 158 persone in tutto. Dura la replica di Salvini: «Bugie e insulti di qualche ONG straniera confermano che siamo nel giusto».

di Fabiana Bianchi

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