Quando dilaga la varicella party mania

No varicella, no party. Sembra malsana e ha fatto molto scalpore la proposta di una mamma ‘NoVax’ dei mesi scorsi, che ha invitato nella sua casa a Milano chiunque volesse partecipare al suo Varicella Party. Strettamente provocatorio, il gesto che si è compiuto tanto meno che su Facebook ha creato una bufera che ha ovviamente diviso gli utenti. La varicella, così come il morbillo, è una malattia esantematica che può avere delle gravissime conseguenze. Iniziative come questa sono assolutamente da irresponsabili e mi auguro che le autorità puniscano chi li organizza”. Così ha commentato l’Assessore regionale lombardo al Welfare, Giulio Gallera. Su Facebook diversi utenti hanno ricordato l’art. 438 del Codice Penale che prevede che “chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo”. Il problema vero è che a volte la paura nei confronti della vaccinazione e di presunti effetti avversi superano la percezione di pericolosità della malattia. Tra l’altro la varicella è tra le più contagiose, perché ogni singolo caso può dar luogo ad altri 15 o 20, trasmettendosi facilmente per via aerea. Al di là del fastidio che possono dare le pustole al bambino, sono gli eventuali effetti secondari ad essere più gravi e sottovalutati: nel 10/15% c’è rischio di polmonite, nel 36% si possono verificare sovrainfezioni batteriche e, più raramente, effetti neurologici, oltre a ospedalizzazioni diffuse, dicono gli esperti. Intervistando alcuni anziani, però, è emersa una realtà curiosa. Quella dell’usanza, ormai andata persa, di fare stare a contatto bambini contagiati e non in modo tale da scongiurare il ‘beccarsi’ la malattia da adulti, visto che alcune, come i comuni ‘orecchioni’ e la rosolia, sono più dannose se contratte da adulti, piuttosto che da bambini.

di Deborah Villarboito

Rispondi