Umbria ombelico del mondo (e d’Italia), ma che liti!

Questo è l’ombelico del mondo. Già, proprio questo: Foligno. È lu centru de lu monnu. Lo dice un gioiello, non è insomma una leggenda. Sì, ma una volta a Foligno, qual è esattamente il centro del centro? Cercate il birillo rosso del biliardo centrale di quello che fu il Gran Caffè Sassovivo. È stato creato un monile con questo birillo rosso, a grandezza naturale. Attenzione, però, perché sempre in Umbria c’è chi contesta questa definizione – centro del mondo – non accontentandosi di essere già il perfetto centro d’Italia, ossia Narni. Anche se ufficialmente i due paesi umbri dicono di voler collaborare, la rivalità è sentita per il titolo di centro che più centro non si può.
L’Umbria, dunque, lancia da sempre la sua sfida al resto d’Italia. Al Nord potranno avere la capitale economica e della moda, il triangolo industriale, le innovazioni tecnologiche, la fibra e quant’altro. Ma noi, seppur piccoli, siamo importanti. Eccome. Meglio pure della capitale politica, che è a poca distanza. Non vi diamo il centro della terra – quello difficilmente si potrà trovare – ma il resto sì qui. Forse manca un po’ di valorizzazione di questi due titoli a Foligno e a Narni. Perché se i turisti stranieri ne fossero a conoscenza, impazzerebbero i selfie a fianco al birillo rosso. Soprattutto da parte dei giapponesi.
Foligno si presta benissimo a essere il centro del mondo. Per anni è stata la porta tra nord e sud Italia, tra Mar Tirreno e Mar Adriatico. Percorsa da viaggiatori e da tanti pellegrini. Una specie di isola in un mare, il calice di una rosa i cui petali sono costituiti dalle città vicine, più verso le colline (così la descrivono i poeti). Il paragone con l’ombelico è dato poi dalla sua forma ovale, con le mura intorno. Paragonata al Tempio di Apollo e Delfi, a Roma e Gerusalemme, centri del mondo antico e della cristianità.
Poi c’è Narni, che si è presa il diritto di essere il centro d’Italia, strappandolo a Rieti. A stabilirlo un geografo perugino. In questo caso, siamo vicino al ponte di Cardona. E dire che, fino al 2015, per tradizione il centro d’Italia era a due passi dalla sede del Comune di Rieti, in piazza San Rufo. C’è addirittura una targa scritta in tutte le lingue del mondo a ricordare che lì, dai tempi dei romani, è individuato l’umbilicus italiae. Ancora ombelico, insomma.
C’è poi chi sostiene che essendo l’Italia uno Stivale storto, sia impossibile determinarne il centro esatto. Narni, però, si tiene stretto questo nuovo titolo, considerando che quello di centro del mondo è al momento difficile da prendere. Magari al Nord ridono anche di queste dispute, che paiono essere quelle dei Comuni di una volta. Ma provateci voi ad abitare in una regione piccola, spesso dimenticata persino nelle previsioni del tempo, e capirete che importanza può avere piazzare qualche chilometro più a nord o più a sud la bandiera della centralità. E poi, dai, l’Italia è il paese dei campanili. Solo che una volta tanto non si scontrano Nord e Centro, ma Centro e Centro. Anzi, Centro del mondo e Centro d’Italia.

di Alessandro Pignatelli

Rispondi