Vaccini: tutte le bufale che girano in rete

Leggende metropolitane, bufale. Girano libere e indisturbate su qualsiasi argomenti, specialmente grazie al megafono dei social. Non fa eccezione la salute, non fanno eccezione le vaccinazioni. Bufale pubblicate a volte ad arte, a volte per ignoranza.
C’è chi sostiene che le malattie infantili che si possono prevedere grazie vaccini non siano così pericolose. Ma è un’affermazione falsa. Morbillo, parotite e rosolia vengono sottovalutate, ma possono portare a gravi complicazioni e, nei casi peggiori, anche alla morte. Se a un bambino si somministra più di un vaccino contemporaneamente, il rischio degli effetti collaterali aumenta. Non è vera neanche questa affermazione. Ci sono studi scientifici a dimostrare che dare diversi vaccini nello stesso momento non produce effetti negativi al sistema immunitario del bambino.
Non è vero neanche che i vaccini contengono mercurio, sostanza dunque pericolosa. All’interno c’è un conservante, il tiomersale, composto organo-mercuriale utilizzato in alcuni vaccini, ma che non produce alcun rischio per la salute. La madre di tutte le bufale è che il vaccino porti come conseguenza diretta l’autismo. Una ricerca molto lacunosa, del 1998, riportava questa correlazione. La stessa rivista, però, successivamente fu costretta a ritirare l’articolo pubblicato, non avendo basi scientifiche. L’autore è stato radiato dall’Ordine dei medici.
I vaccini hanno molti effetti collaterali dannosi, molti non ancora conosciuti. In certi casi, la vaccinazione può portare addirittura alla morte. Ma non è così. I vaccini più recenti sono molto sicuri, le reazioni sono rare e lievi. Dieci vaccini sono troppi e vengono fatti soli in Italia: non è vero. Tempistiche e modalità sono grosso modo simili in tutti i Paesi. Solo che altrove le coperture sono molto alte, i genitori vaccinano spontaneamente i figli; da noi, con coperture molto basse, si è dovuto correre ai ripari in qualche modo.
C’è chi dice che le vaccinazioni vengano somministrate troppo presto. Alcuni germi sono pericolosissimi nei primi mesi e anni di vita, quindi non bisogna ritardare la vaccinazione. Non è neanche così vero che la case farmaceutiche si arricchiscono grazie alle vaccinazioni. Nel 2015 tutti i vaccini, in Italia, hanno fatturato 318 milioni, l’1,4% della spesa farmaceutica. Anzi, ogni euro speso in vaccini ne fa risparmiare almeno 30 in cure. Il che porta a una conclusione: i colossi farmaceutici sperano che non ci si vaccini.
Non è vero che chi si vaccina diventa infettivo. Temerlo è come avere paura di un dado da cucina, nel nostro frigorifero, possa generare un vitello. Alcuni, tipo morbillo, rosolia e parotite, contengono virus in grado di replicarsi, ma molto indeboliti e non in grado di infettare dunque altre persone. Quelli contro la varicella possono talvolta, molto raramente, trasmettere il virus stesso. In 22 anni, ci sono stati sette casi, senza conseguenze.

di Alessandro Pignatelli

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