Vaccino o non vaccino: questo è il dilemma. Parlano i genitori

Vaccino o non vaccino: questo è il dilemma. Parlano i genitori

19 Luglio 2018 0 Di il cosmo

Alla difficoltà quotidiana di essere genitore è stato ultimamente sottolineato il problema sulla questione dei vaccini. Sì oppure no? Molti genitori sono favorevoli, soprattutto tra i giovani con neonati o bimbi piccoli in età scolare, che però hanno pareri contrastanti sulle autocertificazioni da presentare alle scuole materne ed elementari per effettuare l’iscrizione ed essere ammessi alle lezioni. Il pensiero comune, estratto da un campione di genitori presi a caso di diversa età e con figli più o meno grandi, ha evidenziato come il pensiero comune vada alla collettività e poi al singolo, ritenendo lecite anche le autocertificazioni, meglio se accompagnate dal libretto vaccinale. Anna e Fabio, sono i genitori di Andrea, 9 mesi, e dicono di essere «assolutamente favorevoli e noi li abbiamo fatti tutti, anche quelli non obbligatori. Pensiamo che siano venute fuori questioni, come il collegamento con l’autismo, che non hanno ne capo ne coda. Nella comunità scientifica ci sono persone che ci lavorano sopra e li fanno fare ai loro figli, quindi non pensiamo che diano cose non sicure. Noi li abbiamo fatti, anche per proteggere un po’ quelle persone che non possono farli. Se per un motivo o per l’altro, con il senno di poi, nostro figlio non potesse farli, speriamo che ci siano genitori che la pensano così: li facciano anche per salvaguardare tutti gli altri. Siamo una comunità e non possiamo pretendere di pensare sempre e solo a noi stessi, perchè comunque stando a contatto a scuola o all’asilo o comunque anche solo per strada, se qualcuno ha una cosa la può attaccare anche a te. Se non puoi essere vaccinato, non solo per le credenze, ma per qualche problema reale, puoi prendere determinate cose che magari non esistevano neanche più. Non abbiamo mai avuto effetti collaterali, nemmeno la febbre, o comunque cose facilmente risolvibili. Avevamo paura perchè uno di noi è allergico agli antibiotici, quindi un po’ di timore c’era, ma comunque sei controllato di volta in volta. Alla questione autocertificazione a scuola non avevamo ancora pensato. A settembre andrà all’asilo nido e lì ci hanno chiesto sia l’autocertificazione sia la fotocopia del libretto vaccinale, non essendo ancora chiare le disposizioni di legge. Presentando il libretto vaccinale, sicuramente sarebbe più sicuro…così vengono tutelati sicuramente tutti i bambini». Dello stesso avviso anche Luca e Roberta, genitori di Dimitri, 6 anni, e Anita, 3: «I nostri bimbi sono entrambi vaccinati. Pensiamo sia un bene, oltre che individuale,soprattutto per la collettività e per lo stesso motivo, pensiamo che sia giusta l’autocertificazione. Il bene collettivo non può essere messo in pericolo dall’ignoranza di pochi. I nostri figli non hanno mai avuto effetti collaterali e abbiamo fatto tutte le vaccinazioni obbligatorie e non. Evitiamo solo quello per l’influenza perchè ha un virus molto mutevole che cambia di anno in anno e quindi non lo riteniamo necessario». Sara e Alex, genitori di Aurora, quattro mesi, sono pro-vaccini: «A nostra figlia stiamo facendo fare anche quelli non obbligatori. Non posso giudicare chi è contro, però vorrei che mia figlia fosse protetta al 100%, soprattutto quando inizierà la scuola. I bambini che non fanno i vaccini sono più a rischio, soprattutto adesso che se ne sente di ogni…io preferisco farli tutti, obbligatori e non. Lei è sempre stata bene, ovviamente un po’ di febbre a volte, ma normalissimo, niente di che». Ci sono poi le mamme favorevoli ai vaccini, ma che ritengono non sufficienti ed efficaci le autocertificazioni, come Adrianna, mamma di Emanuela, 11 anni, e di Erjan, 9: «Ai miei figli ho fatto fare vaccinazioni obbligatorie e non. Non sono d’accordo sulle autocertificazioni fai da te, sarebbe meglio portare il libretto delle vaccinazioni dell’Asl. Fino ad oggi i miei figli non hanno avuto nessun effetto collaterale» e come lei anche Veronica, mamma di Emma, 2 mesi e mezzo: «Sono favorevole ai vaccini obbligatori e facoltativi. Lunedì scorso, 16 luglio, le ho fatto fare le prime vaccinazioni, tra cui due facoltative. Non sono per niente d’accordo sulle autocertificazioni perché nessuno può comprovare l’autenticità di quanto dichiarato». Fa eco a loro anche Nazarena, mamma di Veronica, 30 anni e Federica, 21: «Sono favorevole ai vaccini, tanto che 30 anni fa ho acquistato dalla città del Vaticano il vaccino trivalente, che ai tempi in Italia non era reperibile, per vaccinare la mia primogenita. Alle mie figlie ho fatto fare tutte le vaccinazioni, anche quelle che all’ora erano facoltative, come ad esempio la meningite. Non hanno mai presentato effetti collaterali dopo le varie somministrazioni. Per quanto riguarda l’autocertificazione sono assolutamente contraria, perché si potrebbe dichiarare il falso». Anche Rita, mamma di Alessia, 21 anni, sottolinea l’essere «favorevole alle vaccinazioni, perchè i vaccini secondo me servono a proteggersi dalle malattie e salvaguardare i più deboli e ci proteggono da batteri e virus. Io a mia figlia le ho fatte fare tutte e non ha mai riscontrato effetti collaterali. Per quanto riguarda le autocertificazioni, sarebbe bene che i genitori presentino il libretto delle vaccinazioni timbrato dall’Asl o da qualche dottore. I genitori potrebbero benissimo dichiarare il falso». C’è chi poi non è a favore, a causa di brutte esperienze legate agli effetti collaterali come Massimiliano, papà di Giulio, 7 anni: «A mio figlio abbiamo fatto fare tutte le vaccinazioni, quelle obbligatorie quando hanno un anno o due. Che cosa è successo. Mio figlio aveva iniziato a camminare tranquillamente. Dopo l’ultima vaccinazione (aveva un anno e mezzo), gli è venuta la solita febbrona e dopo un paio di giorni non si alzava più. Nulla di che, ha avuto un rallentamento, un blocco a livello di crescita motoria. Poi dopo due-tre mesi è ripartito. Ha avuto questa reazione. Posso elencare famigliari e amici che hanno avuto effetti collaterali particolari: uno per quattro notti di fila si è svegliato cieco, aveva già 6 anni, con gli occhi spalancati non vedeva. La cosa è andata in regressione, quindi tutto scomparso, però sono effetti collaterali pesanti. Il problema, però, non sono gli effetti collaterali nell’immediato, sono quelli a lungo termine che non si conoscono. La vaccinazione deve essere, per come la penso io, totalmente a discrezione dei genitori, perchè se succede qualcosa a tuo figlio, nessuno risponde o risarcisce. Non si va a cercare il risarcimento in denaro: una volta che tuo figlio subisce danni gravi, non sono i soldi a rimediare, si è per sempre rovinata la vita di un bambino. Quindi il risarcimento non c’è e comunque non ti ridà indietro un bambino sano. Il divieto di fare andare alle scuole materne i bambini, obbligandoli a vaccinarli è una follia pura. Però è un controsenso all’italiana: non è vaccinato, quindi non mandi tuo figlio a scuola; ma se paghi la ‘multa’ sì. Allora diventa una questione puramente economica. Non interessa avere bambini vaccinati, ma di aver preso soldi o dalla parte dei vaccini o dalle multe. Noi personalmente dovevamo fare ancora tre dei vaccini ritenuti obbligatori, secondo l’ex ministro della salute, e assolutamente non li faremo. Non vogliamo andare incontro ad un ipotetico problema. Preferisco che si prenda il morbillo piuttosto che si faccia qualche danno. Finchè non ci passi, non ci pensi». Testimonianze anche dal mondo della scuola come quelle di Gaja, mamma di Paolo, 18 anni e Giulia, 16, che prima di sposare la sua passione per l’insegnamento ha lavorato nell’ambito sanitario: «La problematica dei vaccini è molto personale e si lascia influenzare dalle correnti pseudofilosofiche e pseudoinformative, secondo anche i professionisti che vengono interpellati. Sicuramente è di fondamentale importanza, per quanto riguarda il genitore, la propria coscienza personale. Ma la stessa responsabilità genitoriale è prevista dallo Stato e dalla legge ed entra anche nel piano Nazionale di Prevenzione vaccinale, dove si parla di questa forte responsabilità che hanno i genitori, di ricever correttamente le informazioni, di essere quindi documentati, per poter fare la scelta giusta. L’obiettivo è quello di garantire lo stato di salute a tutti i cittadini, ponendo attenzione e cura ai soggetti più a rischio: bambini, persone con uno stato di salute già fragile, gli anziani, persone che appartengono a ceti sociali meno abbienti, ecc… Altra questione fondamentale è l’impegno economico che si sostiene a favore delle campagne di vaccinazione, a favore della manovra stessa della vaccinazione e le spese sanitarie che si sostengono in caso sia di non vaccinazione, con eventuale insorgere delle malattie, sia in caso di vaccinazione. Se una persona sceglie di non vaccinare il proprio figlio e negli anni e poi si manifesta la malattia, è certo che a livello di spesa economica dello Stato, va incidere di più una cura di un paziente con una problematica che può durare mesi, piuttosto che la spesa di per sè del vaccino. I vaccini sono fortemente controllati da tutti i punti di vista, si incentiva la vaccinazione, perchè è un bene collettivo, la salute di ogni singolo cittadino. Quindi vuol dire che aumenta il valore sociale dello Stato stesso. Se tutti i cittadini sono sani, lavorano, producono e lo Stato può procedere con la sua marcia economica. Secondo me ci deve essere la rivalutazione del rapporto di fiducia tra paziente e medico, non basta leggere un testo su internet, piuttosto che su una rivista specializzata. Noi docenti, che abbiamo dovuto produrre anche noi l’autocertificazione, siamo favorevoli alle vaccinazioni. La maggior parte dei genitori vaccina i propri figli, ma ho avuto modo di incontrare genitori che hanno deciso di non farlo, notando l’influenza negativa di informazioni, che sebbene siano supportate da dati scientifici, a mio avviso, non tengono pienamente conto del famoso rischio-beneficio. È veramente una scelta etica personale. Come madre, io i miei figli li ho vaccinati per tutte le malattie obbligatorie e quelle consigliate». A chiudere il quadro di genitori preoccupati, ma decisi, una persona che ha sempre lavorato con i bambini. Mariella, per 35 anni insegnante: «Non posso parlare come madre perché non ho figli. Sono comunque favorevole in materia di vaccini anche perché da bambina me li hanno somministrati e non ho avuto complicazioni. Dovrebbero far fare anche quelli non obbligatori. Personalmente mio fratello mi ha fatto fare il vaccino del meningococco proprio perché ero a contatto di alunni non vaccinati. Alcune madri non sono favorevoli ed io non concordo con loro. Nella mia classe la maggior parte dei bambini era vaccinata».

di Deborah Villarboito