Zaytsev: in azione i No Vax e gli hater

È recente il caso che ha coinvolto Ivan Zaytsev, pallavolista di fama mondiale della Nazionale italiana, e i No Vax. Uno scontro avvenuto via social network, ma cruento. Il giocatore aveva postato una foto in cui spiegava di aver appena vaccinato la figlia neonata Sienna. Pochi istanti e quella foto è stata attorniata da commenti, anatemi e minacce.
“E anche il meningococco è fatto, bravissima la mia ragazza sempre sorridente” aveva scritto lo Zar che, vinto uno storico scudetto con Perugia, si è trasferito a Modena. Risposte agghiaccianti. “Caro Zaytsev, pensa a giocare a pallavolo: migliaia di bambini sono morti a causa dei vaccini o sopravvivono gravemente danneggiati”. “Zingaro, spero che Salvini ti rimandi al tuo Paese”, che poi sarebbe Spoleto, in Umbria. “Ti auguro che la bimba sia così sorridente anche domani e sempre. A volte il sorriso si spegne lentamente”.
Ivan, 29 anni, ha cancellato alcuni dei commenti, quelli peggiori. Un’esperienza davvero brutta per lui. Qualcuno ha espresso anche solidarietà al ragazzo, come il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: “Non ci sentiamo rappresentati da coloro che hanno scritto frasi assurde e inaccettabili, peraltro coinvolgendo una bambina piccola: anche vigliacchi! E questo solo perché un padre ha vaccinato la figlia. Allo Zar mi permetto di dire anche grazie, per un gesto che è di responsabilità sociale e collettiva come quello della vaccinazione”.
Per la cronaca, il post di Zaytsev ha avuto oltre 5 mila interazioni su Facebook, 85 condivisioni e più di 160 commenti. Il giocatore, a chi gli chiedeva di pensare solo a giocare, ha risposto per le rime: “Io, oltre a giocare, sono un padre che decide per i suoi figli e un essere umano libero di esprimermi”. Zaytsev, come detto, è italianissimo, figlio di genitori russi. Ma chi augura la morte di una bambina, fa dell’ignoranza la sua vera natura. E dunque non può certo pensare che con quel cognome, seppure nel 2018, qualcuno possa essere comunque nato e cresciuto nel nostro Paese.

di Alessandro Pignatelli

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