500 milioni di abitanti valgono più di 27 Paesi solitari

500 milioni di abitanti valgono più di 27 Paesi solitari

26 Luglio 2018 0 Di il cosmo

In un momento di instabilità, di tensione e di fragilità della morale c’è ancora in Italia chi resiste, chi ha coraggio e si schiera contro. Poi c’è chi rappresenta questa resistenza civile e sociale: Emma Bonino. La nostra redazione l’ha incontrata per strutturare una breve intervista, articolata su cinque temi fondamentali, a partire dalla contestualizzazione dell’esperienza di +Europa nel panorama nazionale e internazionale, arrivando alle battaglie future.
Come si inserisce l’esperienza di +Europa nel panorama politico nazionale e internazionale?
“Beh, come dice il titolo: nella situazione odierna, con Stati Uniti, Russia e Cina soprattutto, e una serie di fragilità evidenti, contraddizioni e spiriti bizzarri, la nostra profondissima convinzione è che solo un Europa di cinquecento milioni di abitanti può avere qualcosa da dire in qualunque tavolo internazionale. Se decidessimo invece di considerarci 27 paeselli alla deriva, ognuno per i fatti suoi, siamo già condannati all’irrilevanza, per cominciare, e a un declino piuttosto evidente”. Questo l’incipit della Senatrice, in evidente rottura con il sistema vigente al Governo attualmente in Italia, come in molti Stati esteri, la quale avvalora la tesi di +Europa analizzando il contesto internazionale, nel quale le incertezze delle alleanze storiche sono messe in dubbio a vari livelli, a partire dal Presidente Trump, “che arriva a definire l’Unione Europea un nemico”, “dalle mire espansionistiche di Putin e dei suoi alleati delle democrazie illiberali, da un attivismo controtendenza, molto aperturista, nel bene e nel male, della Cina”.
Qual è la visione integrata di Emma Bonino riguardo lo stato delle migrazioni odierne e quale politica di regolamentazione potrebbe proporre?
“Una politica di integrazione non solo l’abbiamo già proposta ma abbiamo raccolto più di centomila firme: si chiama Ero Straniero e senza proporre miracoli immediati, prova a far ragionare la gente riattivando il cervello e non solo la pancia”. Il sistema che Ero Straniero propone il superamento della Bossi-Fini, ovvero la Legge che ha introdotto il reato di clandestinità, costringendo chiunque non avesse la possibilità di viaggiare all’interno dell’Unione Europea o non fosse in possesso di un Visto per lavoro, a fare automaticamente richiesta d’asilo per guadagnarsi una possibilità di rimanere in Europa. “Sa, le persone sono come pesci, non sono come alberi, le persone si muovono”. La storia ci insegna, sostiene la Senatrice, che da che mondo è mondo i popoli si spostano per i più svariati motivi, dalla disperazione all’imperialismo, e l’Italia non è da meno.
“Se qualcuno ha detto, ed è molto vero, che per programmare il futuro bisogna conoscere la storia, portare qualche classe di studenti agli eccellenti Musei della Emigrazione italiana credo aiuterebbe molto a comprendere. A comprendere che i respingimenti o i muri, liquidi o solidi che siano, semplicemente non funziona. Poi possiamo essere contenti o non contenti, ma non si tratta di questo, si tratta di capire se di fronte ad un fenomeno globale riusciamo a far funzionare la testa, e anche un po’ il cuore. E a rimanere un po’ umani, anche noi”.
Ritornare umani dunque, evitando di eccitare false paure in modo spregiudicato attraverso una retorica crudele gratuita, che sedimenta e si rivolta sulla popolazione. Non è concepibile, secondo la Senatrice, che un Governo che dovrebbe essere in grado di incanalare l’opinione pubblica riuscendo a combinare legalità e sicurezza, utilizzi una retorica di odio e paura.
Ero straniero, Restiamo Umani, magliette rosse, Rolling Stone, flash mob. Queste le iniziative di opposizione in campo ad oggi: bastano? +Europa nasce come risposta alla necessità di rifondare un’opposizione moderna alla spinta populista e nazionalista?
“Più Europa non nasce solo da questo: nasce dalla convinzione profonda per cui o facciamo funzionare l’Europa oppure siamo tutti dei perdenti”. Nella concezione di Emma Bonino, far funzionare l’Europa non è inteso solo dal punto di vista economico, ma dal punto di vista dei diritti, dei doveri e dello Stato di Diritto.
“Confesso che sentivo che stava arrivando un’onda sovranista. Non avevo capito che fosse uno tsunami”. Una situazione molto preoccupante, secondo Emma Bonino, rispetto alla democrazia liberale per cui delle battaglie sono state fatte e vinte nell’occidente del mondo. A rischio, in Italia in particolare, per la tenuta del sistema democratico, della separazione dei poteri e delle competenze. Si riferisce a Matteo Salvini la Senatrice riguardo questo tema, che ogni giorno si permette di invadere(ndr) il campo di interesse di Ministeri che non gli competono, o ancora di minacciare conseguenze verso personaggi (Roberto Saviano e Tito Boeri) che si permettono di opporsi alla sua opinione. Il risultato di questa politica è la manipolazione estrema di un’informazione a proprio vantaggio. Riguardo il tema immigrazione la Senatrice continua: “In tutto questo, sempre per la manipolazione di questo tema(…) viene trionfalmente visto come successo il ‘ne sbarcano di meno’, ma mancano le altre due frasi: ‘ne sbarcano di meno, ma muoiono di più’, e ‘ne sbarcano di meno ma molti di più restano nei lager libici, in condizioni spaventose che ormai conosciamo tutti’.
In questo contesto si inserisce +Europa, come netta manifestazione di resistenza, nonostante le forze ancora siano impari tra chi resiste a questo sistema e viene bombardato dai social e dai media perché minoranza, e chi oggi detiene il potere. Non per questo ci si da per vinti però, Emma Bonino è pronta a mettere tutte leproprie energie in questa strenua resistenza.
Informazione e disinformazione: in un contesto come quello odierno, nel quale la verità è relativa ad ogni livello e ognuno può affermare lapropria apparendo comunque un leader affidabile, quale posizione ricopre la Senatrice Emma Bonino?
E’ dura Emma Bonino, rispetto alla classe dirigente. Una classe dirigente rappresentata non solo dalla politica, ma da giornalisti, imprenditori, universitari, che si è piegata alla retorica Salviniana rispetto all’immigrazione e all’Europa. La Senatrice porta ad esempio l’affermazione ripetuta migliaia di volte in campagna elettorale rispetto al cacciare dall’Italia cinquecentomila irregolari: “non è pensabile che non ci sia un giornalista che gli chieda ‘scusi, ma dove li caccerete?’. Capisce che è il più grande ponte aereo della storia, che sappiamo dovrebbe partire dall’Italia, ma dove arrivi non si è capito, perché ci voglio degli accordi bilaterali. Tant’è vero che avrete notato che questa bufala in particolare Salvini non la usa più”.
La soluzione è semplice: “lo dico sempre quando vado in università. Sapete cosa potete fare voi studenti? Studiare. Perché se voi studiate questo dossier da tutti i punti di vista, quello umano, quello economico, quello internazionale, sarete più resistenti rispetto a queste manipolazioni e a queste bugie. Perché la conoscenza può aiutare a non accodarsi a questi racconti crudeli a anche un po’ volgari oltre che totalmente gratuiti.”
Una vita di battaglie sociali e civili: quali le prossime?
La prossima battaglia è già in atto e riguarda proprio l’accoglienza migranti: “Si chiama ICE, è una Iniziativa dei Cittadini Europei prevista dai Trattati, per cui dobbiamo raccogliere un milione di firme, anche digitali in sette Paesi europei”. Emma Bonino fa riferimento alla campagna WelcomingEurope, per aumentare le competenze dell’Unione Europea in materia di immigrazione e depenalizzare il reato di soccorso. “Per tutta la vita ho studiato che esisteva il reato di mancato soccorso, ora senza che nessuno abbia detto nulla, tantomeno in Parlamento, invece trovo che c’è il reato di soccorso. Nessuno più di me pensa che Dublino vada superata, però ci sono regole che rendono tutto questo molto difficile, ci vuole l’unanimità per superare Dublino”. Questa l’ultima battaglia dunque, che non riguarda una “lotta fra poveri”, ma una riorganizzazione sostanziale dei sistemi di welfare in Europa: “Io credo che questa sia per me la più importante sfida dei nostri tempi.”
Una Emma Bonino lucida, concentrata, fiduciosa. E fiducia è ciò che ha trasmesso a noi, come a tutti coloro che hanno occasione di incontrare la Senatrice sul proprio cammino. Il messaggio è chiaro: resistere si può, si deve. Credere in un futuro democratico e liberale è ancora possibile, l’importante è fare la propria parte.

di Federico Bodo