Amore estivo: che non diventi un’ossessione

Ci si innamora in vacanza. Flirt che nascono tra le onde e che, di solito, hanno breve durata. Succede da adolescenti, ma non solo. Il tempo medio della ‘cotta’ è due mesi. Anche perché, finita la vacanza, il rapporto dovrebbe essere talmente maturo da resistere ed esistere anche a distanza. Tra messaggini, chat, messaggi vocali. Senza, però, poter vedere e toccare e coccolare il lui/lei di turno. Si sa, tra l’altro, che lontan dagli occhi…

La spiaggia, insieme alla discoteca, secondo le statistiche è la location perfetta per far nascere un amore. In particolare tra i più giovani e tra chi è single. Una volta a casa, però, si torna alla quotidianità e accanto non c’è il partner dei giochi estivi. Spesso serve del tempo per fare chiarezza, capire che cos’era quello che si è provato. Era per caso solo attrazione fisica? Può darsi. Pochi amori nati sul bagnasciuga resistono fino all’ombrellone. Ad aiutare ci sono le tecnologie moderne, certo. Ma una cosa che scatta, quando si torna a casa, è la voglia di chiamare, ma anche la paura di fare il primo passo. La strategia di aspettare che sia l’altro a farlo per vedere se manchi. Con il risultato che nessuno dei due prende in mano lo smartphone.

Se i due piccioncini si vedono su Skype, possono provare a interpretare il tono di voce e anche il linguaggio del corpo. L’amore è ancora forte? La passione anche? Spesso si dicono frasi esagerate nel momento in cui scoppia l’attrazione fisica. Passato del tempo, è ancora così? Insomma, quanto si sente la lontananza? Si può fare a meno di lui o di lei? Troppe domande che, probabilmente, rischiano già da sole di dirci che forse il sentimento sta svanendo. Perché l’amore vero non ne richiede poi tanti di quesiti.

Un consiglio: a settembre è meglio non iniziare con i discorsi troppo seri. Perché la vacanza è leggerezza per antonomasia ed è meglio proseguire così per un po’ anche quando si torna a casa. Si può seguire il flusso degli eventi, godere dei momenti senza troppe aspettative. Non è detto che sarà l’amore della propria vita quello conosciuto in vacanza, ma potrebbe anche diventarlo. Con il tempo. Senza scordare che, comunque, l’amore estivo qualcosa di buono porta sempre: l’autostima. Si torna a casa dopo essersi sentiti desiderati.

Non bisogna diventare impazienti guardando il telefono ogni cinque minuti. Dall’altra parte ci sarà qualcuno che starà facendo probabilmente la stessa cosa. Ma non deve diventare un’ossessione il sentirsi. Deve essere un piacere. Anche se si fa poche volte al giorno.

di Alessandro Pignatelli

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