Perugia e Terni sono in Emilia-Romagna

Dove sono Perugia e Terni? In Emilia Romagna, risponde la malcapitata concorrente di ‘Reazione a catena’, programma tv di Raiuno. E a me viene in mente, per l’ennesima volta, che l’italiano è molto ignorante in geografia. Passi se non sai dov’è un paesino di mille abitanti, ma qui stiamo parlando di due capoluoghi, uno addirittura di regione, l’Umbria. Eppure, mi dicono, alle elementari si studiano ancora mari, laghi, fiumi, regioni e città. Non ci sono giustificazioni, insomma, considerato che pure le province dovevano venire abolite e invece ci sono ancora. Solo un ben 3 in geografia.

Ho pensato anche un’altra cosa: alle macroregioni. Ogni tanto se ne parla di accorparne due o tre. In particolare una piccola regione come l’Umbria, dicono, potrebbe essere avvantaggiata da questa novità. Quindi, mettiamo il caso che l’Emilia Romagna e l’Umbria finiscano per diventare una sola regione, il vantaggio sarebbe notevole. Avremmo anche il mare. Insomma, la riviera, Rimini, Riccione: sarebbero anche roba nostra. Tanto l’Umbria porterebbe in dote ‘solo’ due città in più. Ma anche il verde, il turismo religioso, la storia, le mura di paesi e cittadine. Lo so, sto sognando. E’ un ‘pour parler’ da ombrellone. Al massimo l’Umbria diventerebbe macro con Lazio e Toscana, con le Marche forse. Avrebbe in ogni caso anche il mare, questo va detto. Se poi dovesse venire accorpata, che ne so, alla Toscana e all’Emilia Romagna, avrebbe addirittura due sbocchi su due mari diversi. Come la Calabria e la Puglia.

Certo, la macroregione Umbria – Emilia Romagna significherebbe sfondare la porta del Po. La sacralità di un fiume che è considerato da sempre ciò che divide il Nord dal Centro. Un fiume citato, spesso a sproposito, da chi voleva la Padania (quella sì, una macroregione per davvero). Insomma, persino questa rubrica, ‘Benvenuti al Centro’, non avrebbe più ragione di esistere. Perché il Centro sarebbe anche un po’ Nord, il Nord pure un po’ Centro. Un bel caos.

Allora, forse, è meglio lasciare tutto così com’è. Ogni regione con le sue caratteristiche, i suoi dialetti, le sue tradizioni. Le sue rivalità interne (Perugia e Terni non si amano di certo). E far ripassare la geografia ad alcuni asini di professione.

di Alessandro Pignatelli

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