Quando la bellezza va oltre la disabilità

Dostoevskij ci ha insegnato che la bellezza salverà il mondo. Fabrizio ci sta spiegando come. E lo sta facendo attraverso un progetto per il quale moda e disabilità diventano un binomio complementare e non più un ossimoro. In cui bellezza e opportunità prendono le sembianze di sinonimi.
Fabrizio Bartoccioni, ha gli occhi color ghiaccio. Sono occhi belli, i suoi: tanto per la tonalità quanto per la loro capacità di guardare oltre. Si muove nel mondo su una sedia a rotelle da quando aveva 17 anni: è una lesione midollare, in seguito a un tuffo in piscina, a costringerlo alla disabilità. Eppure è stato capace di giungere là, dove nessuno aveva mai nemmeno pensato di arrivare. La sua idea è quella di trasformare ogni limite, dando vita a nuove possibilità attraverso la totale fiducia che lui ha nella ricerca scientifica: e lo fa attraverso la Onlus “Vertical”, la fondazione italiana di cui è Presidente Nazionale per la cura della paralisi.
Sono tanti i progetti proposti dall’associazione: dalle Giornate Nazionali a una rivista, da raccolte fondi a format originali che hanno l’obiettivo di mandare alla popolazione importanti messaggi. Tra questi ultimi progetti, infatti, c’è “Modelle e Rotelle”: Fabrizio fa sfilare in passerella, accanto alle mannequines a cui siamo abituati a pensare, alcune modelle in carrozzina con abiti eleganti e dai colori capaci di catturare l’attenzione anche di chi guarda alla vita con gli occhi coperti da troppi pregiudizi. Anche le loro ruote erano en pendant con i vestiti che portavano, grazie al lavoro di design fatto da Danilo Ragona: «Non vedo perché una donna – racconta sempre Fabrizio – non debba abbinare il vestito alla sedia a rotelle, come se fosse una borsa o un paio di scarpe».
Oggi il mondo del Fashion ha un ruolo fondamentale all’interno della Vertical: ogni anno la fondazione presenta sulle passerelle brand internazionali, ottenendo alcuni dei più grandi e importanti riconoscimenti del settore e toccando le maggiori città in cui si sviluppano le puntate della Fashion Week, da Milano a New York a Roma.
Sul sito (www.fondazionevertical.org) è chiaramente indicata la mission di “Modelle e Rotelle”: “Si vuol lanciare una sfida, puntando sul binomio bellezza e moda. Per una donna che subisce una lesione spinale e finisce in carrozzina, infatti, uno dei principali problemi è l’autostima e, per riconquistarla, aiuta senz’altro il piacersi e piacere, pur avendo una situazione motoria parziale. Si vuole proporre un messaggio ‘di cura’ – si legge -: la donna ha il diritto di valorizzare la propria femminilità e la propria bellezza, qualunque sia la sua condizione, proprio perché la vera bellezza non possiede canoni estetici”.
Nel 2014 termina una campagna di comunicazione perfettamente studiata, lanciata da Palazzo Marino con il Patrocinio della Città di Milano e della Camera della Moda di Milano: una campagna che diventa protagonista dei maggiori mass media nazionali, da giornali come Vogue a programmi televisivi come “Ballando con le Stelle” fino a un’intervista a “La Vita in Diretta”.
Come una wrecking ball, ma di raso, Fabrizio ha spazzato via più limiti e pregiudizi di quanto lui stesso pensi: ha ridato credibilità alla moda, spesso vista come qualcosa di futile, superficiale e frivolo; ma, soprattutto, ha dato vita a un nuovo progresso, fatto di totale libertà.
È come la favola della lepre e della tartaruga, che si sfidano a una corsa: “Dormirò un po’ – pensa la lepre – tanto è impossibile che io non vinca”. Si è fermata. La tartaruga no: è andata avanti, forte delle sue capacità e indipendentemente da chi la credeva spacciata. E ha vinto. E mentre il mondo credeva di poter andare più veloce di lui, Fabrizio ha tagliato il traguardo.

di Sabrina Falanga

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