Finche’ amore non vi separi

Che la risposta giusta sia “vita” se dovessero chiederci quale sia il contrario di “morte” nessuno lo mette in dubbio. È certo che la lingua non sia un’opinione così come è certo, invece, che siano infiniti i modi con cui guardare all’esistenza. Esistenza, non vita: perché la vita termina, l’esistenza no. Ci sono cose e ci sono persone in grado di esistere anche dopo la morte: ed è forse per questo che, con buona pace dell’italiano e di qualsiasi altra lingua al mondo, il contrario di “morte” è semplicemente “amore”. Perché è l’amore a renderci eterni: rende eterno ciò che riusciamo a produrre, se amiamo il nostro lavoro; rende eterno il rapporto che abbiamo avuto con una persona amata; rende eterna la presenza di un fratello, di un amico, di un cane che ha avuto nei nostri giorni una parte importante.
L’amore rende eterna la vita. Anche quelle di Jim Minnini e di sua moglie Cindy Ireland.
Jim scopre di essere malato di tumore a cinquant’anni: una battaglia lunga la sua, durata otto anni. Una di quelle battaglie in cui, come in tutte le guerre, sai che alla fine ci saranno un vincitore e un perdente ma non sai quale ruolo giocherai tu. Nonostante l’inconsapevolezza, e l’umana paura di commemorare la propria sconfitta, si lotta. Anche disarmati, se necessario. In certe lotte l’unica arma necessaria è, di nuovo, l’amore. Ed è un’arma difensiva, non offensiva. Perché è il solo scudo che ti protegge dalla invincibile forza della vita di toglierti il tempo senza che tu possa fare nulla contro. Amare è l’unica cosa che ci rimane da fare: amare ciò che si fa e non solo ciò che si vorrebbe fare; ciò che si ha e non solo ciò che si vorrebbe avere. Amare il tempo ora, perché quello andato non esiste più e quello futuro non esiste ancora e nessuno – al diavolo la scaramanzia – ci dà la sicurezza che esisterà. Amare, qui e ora.
Jim ha amato Cindy fino all’ultimo istante della sua vita, che non coincide con l’ultimo istante della sua esistenza. Perché l’esistenza non ha una fine. Anzi: la fine della vita coincide con l’inizio dell’esistenza. E la sua esistenza, Jim, ha voluto iniziarla con Cindy.
Quando l’uomo è stato ricoverato in ospedale a causa di un peggioramento, Cindy si è sentita male: ha avuto un infarto ed è stata ricoverata anche lei, in un’altra struttura. Jim è peggiorato in poco tempo e c’è stata solo una cosa che ha chiesto: morire tendendo per mano sua moglie.
Cindy non lo ricorda, perché non era vigile. Di quel momento può solo vederne la foto che, come raccontano i media di tutto il mondo, è stata la sua forza per la sua ripresa.
Jim, al di là del materialismo della vita e della morte, ha dato un cappello introduttivo alla sua esistenza, lasciando a chiunque l’insegnamento più grande: non è la vita, non è la morte, niente è più forte dell’amore. Che sia per chiunque, per la qualunque: è l’amore a renderci eterni, qualunque sia la nostra battaglia.

di Sabrina Falanga

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