La Luna, la Guerra Fredda, le parole di Armstrong

La Luna, suo malgrado, è entrata a far parte della Guerra Fredda tra americani e sovietici. Chi sarà il primo a conquistarla? Alla fine, saranno gli americani, ma le vicende di quel periodo vanno raccontate. Perché la corsa alla Luna era anche la corsa allo spazio. Parliamo di un periodo molto lungo, dal 1957 al 1975.
I primi a sfidare ciò che allora ancora non si conosceva furono proprio i sovietici, con il lancio del satellite Sputnik il 4 ottobre del 1957. Fu l’input perché gli americani costituissero la Nasa, ma rinnovarono anche i programmi scolastici. Dietro quella sconfitta, infatti, c’era il timore di non essere più o non essere mai stati leader in tutto. Quattro mesi dopo lo Sputnik 1, gli Usa lanciarono il loro primo satellite, Explorer. Satelliti che aiutarono a studiare cose come la densità dell’atmosfera superiore e le fasce di van Allen.
Chiaro, però, che gli sforzi si concentrassero proprio sull’allunaggio. Tra cani sovietici mandati nello Spazio e tentativi naufragati, fu ancora l’Unione Sovietica a segnare un punto a suo favore quando riuscì a mandare nello spazio il primo essere umano, Yuri Gagarin. Era il 12 aprile del 1961. Anche questa volta, gli americani arrivarono per secondi con Alan Shepard e John Glenn. La prima donna nello Spazio? Ancora di Mosca, Valentina Vladimirovna Tereskova (16 giugno 1963). Prima passeggiata nello spazio da parte di una donna, sempre proveniente dall’Urss. Negli Stati Uniti, però, si stava mettendo a punto la missione Apollo. Prima di poter mettere piede materialmente sul satellite, le due super potenze inviarono diverse sonde a esplorarlo.
Il primo tentativo Usa fu il programma Pioneer, i sovietici iniziarono il Programma Luna, inviando la sonda Luna 1 il 14 gennaio del 1959. La seconda, Luna 2, arrivò effettivamente sul suolo lunare, ma senza inviare immagini e schiantandosi al suolo. Nel 1966 Luna 9 sarà la prima a eseguire un atterraggio morbido e a inviare foto. Al programma Pioneer, gli americani affiancarono il Ranger, il Lunar Orbiter e il Surveyor: lo scopo era individuare il luogo adatto in cui far atterrare le capsule Apollo. L’Urss, con il presidente Chruscev, mantenne un atteggiamento ambivalente sull’invio di uomini sulla Luna. Non si voleva soccombere ai rivali, ma neanche spendere troppi soldi. Così, nel 1968, gli astronauti americani James Lowell, Frank Borman e William Anders orbitarono per la prima volta intorno alla Luna, facendo ritorno a casa sani e salvi, dopo aver passato il primo Natale della storia nello spazio.
Kennedy arrivò a proporre a Mosca programmi congiunti per lo sbarco sulla Luna sia di uomini americani sia sovietici. Chruscev rifiutò, pensando che così gli Stati Uniti volessero togliere la superiorità tecnologica spaziale al suo Paese. Seguirà il fallimento della navicella Soyuz nel 1967 (morì l’astronauta Vladimir Komarov), ma anche la morte di Korolev (Agenzia russa dell’aeronautica e spaziale). Successivamente, Gagarin, uno dei candidati all’allunaggio, morì anche lui. E l’Urss collezionò altri fallimenti (vettore N-1 nel 1969) prima di ritirarsi dalla corsa al satellite. Toccò così all’America festeggiare quell’incredibile allunaggio, con Neil Armstrong primo uomo a mettere piede sulla Luna il 20 luglio del 1969. Un evento ripreso in diretta e seguito in tutto il mondo (500 milioni di persone). Con Armstrong c’erano anche Michael Collins e Buzz Aldrin. “Questo è un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità”. Frase diventata famosa.
I sovietici provarono a replicare, inviando sul satellite nel 1970 la sonda Luna 16, in grado di riportare sulla Terra campioni di suolo lunare. Con Lunochod, invece, atterrarono sulla Luna due rover telecomandati. Ma gli americani avevano vinto la corsa allo spazio.

di Alessandro Pignatelli

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