Riccardo Barbiero: obbiettivi e sogni di un giovane ginnasta

A 14 anni fa salti mortali e volteggi che stupiscono. Ama la ginnastica artistica perchè lo fa sentire libero e per ora non vede altro nel suo futuro. Recentemente si è laureato campione italiano junior portando sul gradino più alto del podio nazionale i colori della sua società già pluripremiata, la Libertas Ginnastica Vercelli, guidata dal direttore tecnico Andrea Sacchi. Parliamo di Riccardo Barbiero. Uno studente delle superiori che sta inseguendo il suo sogno più grande: vivere il suo sport con ottimi risultati. Le premesse ci sono. Prima di diventare quest’anno campione italiano junior, nel 2017 ha già conquistato il titolo assoluto allievi ultimo anno, nel 2015 il secondo posto nazionale, nel 2013 il terzo, oltre a svariati riconoscimenti regionali ed interregionali. In vacanza dalla scuola, ma mai dagli allenamenti, il giovane ginnasta Riccardo si racconta con un misto di serietà e freschezza e un pizzico di ambizione tipica di chi è all’inseguimento dei grandi sogni.

Quando e perché hai iniziato a praticare ginnastica?

Ho iniziato nel 2008 a 5 anni e mezzo, in prima elementare. Ai miei genitori serviva trovare un modo per far sfogare la mia eccessiva vivacità. Ad oggi ritengo di avere buone potenzialità sul volteggio, che mi piace perchè mi sembra di volare e mi regala sensazioni forti.

Descrivimi la tua gara più bella.

La mia gara più bella in termini di emozione è stata in Serie A al Forum di Assago questo maggio, dove ho potuto gareggiare con i miei compagni molto più grandi che hanno molta più esperienza anche in campo internazionale…ed anche per aver visto un palazzetto stracolmo di gente sugli spalti!

Quali progetti hai per il futuro?

A livello sportivo lavoro molto per poter arrivare all’obbiettivo più ambito di noi atleti, che è l’Olimpiade, ma per il momento affronto ogni appuntamento con serietà ed impegno. A livello personale l’idea è di entrare nel corpo dell’Aeronautica. Ora sono iscritto al secondo anno di perito aeronautico.

Quanto sacrifichi per la ginnastica?

Non ho tempo per poter pensare ad altro, ma non vivo questa situazione come sacrificio o fatica: è la mia vita.
Descrivi una tua settimana da atleta in piena stagione di gare.

Durante la settimana frequento l’Istituto Tecnico di Novara dove ho 33 ore settimanali di scuola. Mi rimane il tempo per mangiare e un ‘ora per studiare poi vado ad allenarmi per tre ore tutti i giorni, mentre alla sera mangio, finisco di studiare e dormo. Non ho un’alimentazione predefinita mi piacciono poche cose, non vivo per mangiare, ma una cosa è certa: non rinuncio ai dolci!

Quale è la cosa che ti piace di più del tuo sport?

Del mio sport mi piace… il mio sport! Non ne farei un altro!

A cosa pensi quando stai per iniziare una gara?

Cerco di ripetermi visivamente in testa gli elementi e la tecnica per eseguire l’esercizio al meglio.

Hai qualche gesto scaramantico o rituale prima della gara?

No, in realtà cerco di isolarmi il più possibile.

C’è qualcuno a cui ti ispiri?

Ad Enrico Pozzo, il campione vero ce l’ho in casa.

Cosa diresti per convincere un tuo coetaneo a praticare ginnastica.

Credo che nessuno possa convincere qualcuno a fare un certo tipo di vita. Io nei momenti di crisi ho sempre avuto i miei genitori vicino.

Che cosa significa per te essere campione italiano?

Lo dovevo a me stesso ed ai miei allenatori, alla mia società presente e disponibile, alla mia famiglia, per tutto il sacrificio e l’impegno che gli altri ci mettono per darmi questa opportunità.

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