“Vita bassa e tacchi a spillo” di polly williams

Alla ricerca di una lettura scorrevole ma non scontata, adatta per l’ombrellone? “Vita bassa e tacchi a spillo” potrebbe essere la scelta giusta. Questo libro ha accumulato probabilmente poca polvere sullo scaffale: è stato infatti pubblicato cinque anni fa. Perché dunque non metterlo in valigia? Quella raccontata da Polly Williams è una realtà che probabilmente molti neogenitori conoscono: l’incredibile caos che spesso regna nella vita poco dopo la nascita di un figlio. Amy, la protagonista di questo romanzo, dopo l’inatteso arrivo di Evvie è cambiata molto. La piccola riempie la sua vita sotto ogni aspetto. Malgrado la felicità, Amy si rende conto di avere perso per strada la persona che era. Partiamo dal lavoro: quello che in precedenza era quasi il fulcro della sua vita, in cui eccelleva, le aveva riservato grandi soddisfazioni. Ora fatica anche solo a pensarci. Il suo corpo non è più tornato come prima e la cosa non la lascia indifferente. Da mesi ormai non trova il tempo per una ceretta o una seduta dal parrucchiere, a cui prima teneva molto. La presenza del suo compagno le sembra altalenante. Malgrado al momento non lavori, fatica anche a organizzare gli altri impegni. In una situazione come questa, è facile immaginare quale effetto dirompente possa avere l’incontro con un gruppo di donne che dal reparto maternità sembrano essere uscite direttamente sul tacco 12. Alice, in particolare, avrà un’enorme influenza su di lei, portandola a cambiare ulteriormente fra estenuanti sessioni di shopping e interminabili appuntamenti nei saloni di bellezza. Che basti così poco per tornare a essere se stesse?

In un romanzo perlopiù umoristico, l’autrice inserisce interessanti spunti di riflessione. Contrariamente a quanto potrebbe apparire in un primo momento, diversi stereotipi ne escono demoliti. Perché una donna non deve essere necessariamente iper-curata. Una mamma non deve essere necessariamente sciatta. Una mamma e una donna, come tutte le altre persone, possono essere semplicemente loro stesse e la ricetta non è mai la stessa.

di Fabiana Bianchi

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