Agenda 2030 dell’Onu: cos’è e cosa si propone

Agenda 2030 dell’Onu: cos’è e cosa si propone

23 Agosto 2018 0 Di il cosmo

Le Nazioni Unite hanno messo a punto un’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del Paese. Riguarda tutti ed è stato sottoscritto nel settembre 2015 dai Governi dei 193 Paesi membri dell’Onu. È composto da 17 obiettivi (Sustainable Development Goals, SDGs), ma i traguardi da raggiungere sono ben 169. A gennaio del 2016 si è partiti, l’obiettivo è raggiungere gli obiettivi entro il 2030. Gli Obiettivi per lo Sviluppo sono una sorta di sequel degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals).

Le questioni affrontate nell’Agenda 2030 vanno dalla lotta alla povertà all’eliminazione della fame, dal contrasto al cambiamento climatico a un’energia pulita e accessibile. Essendo obiettivi comuni, l’impegno riguarda tutti i Paesi e tutti i cittadini. “Nessuno è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità”.

Vediamo ora, in modo riassuntivo, i punti uno per uno. Sconfiggere la povertà: entro il 2030 sradicare la povertà estrema per tutti (coloro che vivono con meno 1,25 dollari al giorno). Ridurre almeno della metà coloro che vivono in qualche modo in condizioni di povertà. Secondo punto è sconfiggere la fame: entro il 2030 porre fine alla fame e garantire, a tutte le persone, in particolare ai poveri e alle persone più vulnerabili (i neonati), un accesso sicuro a cibo nutriente e sufficiente per tutto l’anno. Il punto 3 riguarda assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età. Ridurre dunque il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 ogni 100 mila bambini nati vivi. E il tasso di mortalità di malattie come l’aids, la malaria e la tubercolosi, evitando epidemie letali. Il punto 4 è l’istruzione di qualità (di cui parliamo in un altro articolo). Viene quindi la parità di genere: porre fine, ovunque, a discriminazione nei confronti di donne e ragazze, eliminando le forme di violenza verso le donne e le bambine. Al punto 6 c’è acqua pulita e servizi igienico-sanitari. Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.

Al punto 7 ecco l’energia pulita e accessibile. Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. Punto 8: lavoro dignitoso e crescita economica. Vale a dire incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti. Passiamo al punto 9: imprese, innovazione e infrastrutture. Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile. Il 10 mira a ridurre le diseguaglianze all’interno di e fra le nazioni. Il punto 11 riguarda città e comunità sostenibili. Quindi, rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.
Passiamo al punto 12: consumo e produzione responsabili. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. Punto 13: la lotta contro il cambiamento climatico. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico. Punto 14, la vita sott’acqua: conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile. Al punto 15 c’è la vita sulla terra. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Al 16 troviamo pace, giustizia e istituzioni solide. Infine, il punto 17 è la partnership per gli obiettivi. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

di Alessandro Pignatelli