Bologna, fiamme e apocalisse sull’A14

Il 6 agosto scorso l’Italia, prima di Genova, deve fare i conti con un altro episodio grave che avviene in strada. Anzi, in autostrada A14. Fortunatamente, il bilancio è di soli due morti (uno in ospedale nove giorni dopo). Lo scenario è da apocalisse, siamo a Bologna. È il primo lunedì di agosto. Un’autocisterna che trasporta Gpl improvvisamente tampona un camion sul raccordo autostradale, all’altezza di Borgo Panigale. Pochi secondi e c’è l’esplosione, ripresa in diretta da alcuni automobilisti. Il ponte della tangenziale, che corre parallelamente ai lati dell’autostrada, crolla inesorabilmente per metà. Poi ci sono altre esplosioni, le auto di due concessionarie che vengono raggiunte dalle fiamme. Danneggiate anche le case e le vetrine di ristoranti e negozi non lontane dal luogo dell’esplosione. Non solo: traffico in tilt, gente spaventata ed evacuata dalle abitazioni vicine al luogo dell’incidente. Un intero quartiere, Borgo Panigale, come dopo un attacco aereo.
La vittima ha 42 anni, è il conducente dell’autocisterna. Un centinaio i feriti, tra cui 11 carabinieri e 2 poliziotti della Stradale, intervenuti per dirigere il traffico prima dell’esplosione e dopo l’incidente. La seconda vittima ha 81 anni, era rimasta gravemente ferito dall’onda d’urto.
Come per Genova, anche se i due episodi sono molto diversi, si sono fatte varie congetture dopo l’incidente. Quella più probabile è un malore o di un colpo di sonno del guidatore dell’autocisterna, che non è riuscito a frenare in tempo. Si è parlato delle troppe ore che i camionisti fanno consecutivamente prima di poter riposare.
Drammatiche le testimonianze di chi ha assistito in diretta alle esplosioni. “Ho ancora l’auto sotto il cavalcavia, aspetto di capire se e quando la potrò riprendere. Mi trovavo qui per lavoro, ero al ristorante quando, a un certo punto, abbiamo sentito uno scoppio violentissimo. Ho pensato a un attentato”. E ancora: “Con la deflagrazione, il tetto di vetro del ristorante ha iniziato a crollare: le persone hanno iniziato a scappare. Eravamo seduti, a un certo punto si è sentito un boato fortissimo ed è cominciato a venire giù tutto. Ho guardato fuori e mi è sembrato di vedere tutta una parete di fiamme. Ci sono stati 7-8 minuti di scoppi, non ho davvero pensato a un incidente, ma a un attentato”.
Molti sono rimasti feriti da detriti e schegge dei vetri delle finestre delle case andate in frantumi. Per spegnere l’incendio, è stato necessario prendere acqua dal fiume Reno. È stata chiusa anche la via Emilia, a 100 metri dal’autostrada, per permettere ai soccorsi di organizzare. Vincenzo Bua, direttore del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna, così faceva il bilancio alla fine della giornata: “I feriti sono quasi tutti ustionati, qualcuno anche con traumi e ferite dovuti allo scoppio, in seguito a cadute o a schegge di vetro”.
Chiusi, naturalmente, l’A14 sul raccordo di Casalecchio, tra Bologna Casalecchio e il bivio con la Bologna – Taranto in tutte e due le direzioni. Chiuso il tratto della tangenziale tra Bologna Casalecchio e lo svincolo 3 in entrambe le direzioni. Il collegamento tra Nord e Sud Italia è stato comunque ripristinato in breve tempo, almeno per quanto riguarda l’A14. In sofferenza, invece, le strade ordinarie. La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e per omicidio colposo.

di Alessandro Pignatelli

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