Caos Serie B a 19 squadre

Il calcio italiano ha bisogno di riforme istantanee, immediate, non c’è più tempo per gli indugi. E la questione serie B ha mostrato decisamente la corda, attanagliata da un caos mai visto e senza precedenti nel nostro Paese. Ipotesi di rinvio e ricorsi, serie B nel marasma più totale, calendario forzatamente compilato con un format a 19 squadre, ma ora non si sa nemmeno se il torneo prenderà il via. Eh si, perchè l’associazione dei calciatori potrebbe indire uno sciopero, in attesa di sapere se la serie cadetta sarà a 19 o 22 squadre, come in effetti dovrebbe essere. Non si possono cambiare le regole, senza preavviso, riformando improvvisamente il campionato di B portandolo a 19 compagini. Infischiandosene dei ricorsi atti a eventuali ripescaggi come le norme consentono. Un’estate folle e scriteriata quella della cadetteria, prima il fallimento di piazze importanti come Cesena e Bari, poi il colpo di mano della Figc, in mezzo polemiche, ricorsi, battaglie a colpi di avvocati e carte bollate, ora la minaccia della paralisi del campionato con slittamento a chissà quando, insomma un ginepraio totale. Nelle prossime ore potrebbero aprirsi spiragli o forse no, tutto langue nella massima incertezza. In questi giorni è prevista un’assemblea dell’associazione che rappresenta i calciatori, alla quale parteciperanno i delegati delle 19 squadre che, ad oggi, rappresentano per la Lega di Serie B, supportata da tutti i club, le uniche titolate a partecipare al campionato, ma anche quelli delle squadre che ambiscono al ripescaggio e che, per ottenerlo, sono pronte a dare battaglia su tutti i fronti, ben oltre quelli della giustizia sportiva. Catania in testa. Il 7 settembre è in programma l’udienza del Collegio di garanzia del Coni che dovrebbe sbrigliare la matassa pronunciandosi sul ricorso della Ternana. Solo dopo la sentenza, almeno dal punto di vista sportivo, si avrà certezza sulla composizione della serie cadetta e su quali, eventualmente, saranno le tre squadre riammesse tra quella umbra, il Novara, la Pro Vercelli, la Virtus Entella, la Robur Siena e gli etnei. Se però, dovesse verificarsi un rinvio del fischio d’inizio, si ripartirebbe con ogni probabilità dalla terza giornata. Mentre Fabbricini. Commissario Straordinario della Federazione, ha tenuto a precisare: “Ci sarà una riunione tra i capitani delle squadre di B – ha spiegato – Non posso fare previsioni su quanto potrà succedere. Certo mi sembrerebbe un po’ strano lo sciopero in questo momento vista la compattezza di tutte le 19 squadre di B, che mi hanno richiesto a gran voce, e con tanto di delibere assembleari, di non fare ripescaggi. Poi il diritto allo sciopero è un diritto sancito e ognuno lo può sviluppare come crede, essendo i giocatori dei lavoratori. Però indubbiamente non credo che questo farebbe il bene del calcio”. Ora si attende l’ennesima puntata di un groviglio senza ne capo ne coda, che getta nuove e lunghe ombre su quella che dovrebbe essere la nuova via e il nuovo management federale del calcio tricolore. Mentre gli appassionati attendono che la matassa insensata di polemiche e ripicche finalmente venga sciolta, i tifosi delle varie squadre ci tengono a sottolineare che anche in serie B c’è fame di calcio, sul campo. Basta polemiche, basta parole e vuote rassicurazioni, il campionato deve partire al più presto con regole precise e intoccabili.

di Franco Leonetti

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