Gli sfollati di Genova: quando e dove andranno

Che fine faranno le case che si trovano a pochi metri dal Ponte Morandi, a Genova? Chi ci abitava, ha dovuto lasciare l’appartamento. Parliamo di più di 600 persone (664), che ora vogliono sapere che ne sarà di loro. Potranno tornare? No. Quelle case saranno demolite. Lo ha confermato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Le case sotto il ponte crollato a Genova verranno demolite tutte, con l’impegno di ridare entro la fine dell’anno un’abitazione a tutte le persone che, per motivi di sicurezza, le hanno dovute abbandonare”.
Come dopo un terremoto. Ogni tanto qualcuno dei residenti viene accompagnato all’interno di una delle case a recuperare le cose giudicate importanti: dai medicinali a qualche vestito. Salvini ha sottolineato che alcune decine di appartamenti sono già stati recuperati da Comune e Regione. Chi viveva in via Porro, via Fillak e via della Pietra sarà costretto ad assistere all’abbattimento della casa in cui lascia un pezzo di vita. Ci sono troppi rischi.
Gli sfollati, nel frattempo, stanno al Centro civico Buranello, dove la Protezione Civile ha fatto arrivare alcune brande. E dove sono stati serviti pasti caldi. La maggior parte delle abitazioni che saranno demolite sono popolari, ma molti degli sfollati erano diventati comunque proprietari. Come detto, i Comuni di Genova e Arte hanno già individuato una cinquantina di alloggi che verranno destinati ai nuclei familiari più bisognosi, con persone anziane, malate o disabili. Più avanti, questi alloggi dovranno diventare 300. Sarebbero già state individuate dal Comune di Genova, ma necessitano di interventi di ammodernamento e messa in sicurezza. Per effettuare questi lavori, il Governo è pronto a versare fondi.
Il sottosegretario alle Infrastrutture, Edoardo Rixi, ha detto: “L’abbattimento di quel che resta del Ponte Morandi potrebbe comportare l’allontanamento definitivo degli abitanti dalle case sottostanti e la ricostruzione delle case in un’altra zona. E’ un’emergenza abitativa su cui dobbiamo dare risposte subito”.

di Alessandro Pignatelli

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