Gpl: risorsa o pericolo?

Dopo quasi dieci anni, torna a fare discutere la pericolosità del Gas di Petrolio Liquefatto. Meglio noto come GPL, questo tipo di carburante è considerata una risorsa dal punto di vista ambientale e soprattutto economica per quegli automobilisti che decidono di utilizzarlo nella propria auto. Due sono le date che ci fanno riflettere sulla correttezza del trasporto e sulla sicurezza delle cisterne contenenti GPL. Due incidenti che resteranno nelle cronache per la gravità delle esplosioni, oltre che per i bilanci dei danni a cose e persone. Viareggio, nella notte del 29 giugno 2009, per la rottura di un asse, un convoglio ferroviario che trasportava GPL deragliò mentre attraversava la stazione di Viareggio. Quattro cisterne si ribaltarono. In una si aprì uno squarcio di 40 centimetri, da cui uscì il gas. Tre minuti dopo, le esplosioni, che devastarono un intero quartiere e uccisero 32 persone, ferendone 25. A quasi dieci anni da quella notte letteralmente ‘infernale’, a causa delle fiamme che si vedevano a chilometri di distanza, un’altra esplosione ha scosso il discorso GPL. Bologna, 6 agosto 2018, un’autocisterna che trasportava GPL esplode dopo un brutto incidente con un tir, meno grave il bilancio in questo caso: lo sventramento di buona parte dell’autostrada A14, due morti e 145 feriti. Quello che fa riflettere, oltre all’errore umano o la fatalità (anche se è troppo facile dare la colpa sempre al Fato) è che le esplosioni si sono verificate sempre come conseguenza di incidenti che hanno lacerato le cisterne. Sta di fatto che però nel 2017 il consumo di GPL in Italia ha raggiunto i 3,4 milioni di tonnellate, di cui 1,7 per autotrazione, valori in linea con il 2016. Sono invece aumentate le immatricolazioni di auto a GPL, cresciute del 27%, con una penetrazione sul mercato totale rispetto a tutte le altre alimentazioni che è passata al 6,5% rispetto al 5,6% del 2016. A titolo di confronto nello scorso anno le auto a benzina hanno rappresentato il 31,9%, quelle diesel il 56,4%, quelle ibride il 3,4%, quelle a metano l’1,7% e quelle elettriche lo 0,1%.I dati sono stati comunicati durante l’assemblea annuale di Assogasliquidi, l’associazione di Federchimica che rappresenta le imprese del comparto distribuzione gas liquefatti (GPL e GNL) per uso combustione e autotrazione. Cresce anche la domanda di GNL, il metano liquefatto, i cui consumi totali nel 2017 sono aumentati del 50% rispetto al 2016 grazie allo sviluppo della flotta mezzi così alimentati che conta 950 mezzi pesanti (stima Iveco). La richiesta è attualmente pari a 29.800 tonnellate e si prevede per il 2020 un incremento stimato al 300%, con i distributori per GNL che nel 2030 toccheranno nel Paese quota 400 unità (oggi sono solo 15). Grazie ai passati eco-incentivi, nel 2009, si è assistito ad un vero e proprio boom di vendite di auto con alimentazione GPL e Metano. Si è infatti passati dalle 74.231 immatricolazioni di auto GPL del 2008 alle 339.295 dell’anno scorso, per un aumento del 357% ed una quota di mercato cresciuta dal 3,43% al 15,72%. Aumento a doppia cifra anche per le vetture a metano (+61,5% e 127.836 unità), per una quota di mercato salita al 5.92%. Certo è che dopo Viareggio la sicurezza del GPL fu messa sotto processo e cominciò la psicosi da “auto-bomba”. Ora di nuovo la sicurezza del GPL fa parlare di sé con Bologna. Sta di fatto che tutta la materia è regolamentata a livello europeo dalle norme ADR, cioè l’accordo Ue relativo al trasporto internazionale delle merci pericolose su strada, che fissa procedure, limitazioni, segnalazioni e altre specifiche compresa la formazione del personale. I mezzi, prima di essere realizzati e commercializzati, devono soddisfare la norma UNI EN 12493 che specifica i requisiti minimi per i materiali, la progettazione, la costruzione, i procedimenti di lavorazione e le prove dei serbatoi di acciaio saldato per cisterne stradali per GPL. Questa norma, seguita da tutti i costruttori, rispecchia l’eccellenza della tecnica europea e, in qualità di riferimento per la presunzione di conformità all’ADR per la costruzione di dette cisterne e si pone come importante caposaldo per un esteso bacino di utenti. Resta, però, oltre al problema della manutenzione periodica di questi veicoli, anche la loro ‘compatibilità’ con il traffico stradale, soprattutto in caso di tamponamento.

di Deborah Villarboito

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