Il ponte Morandi e il braccio di ferro sulla Diciotti nella Politica dell’ultima settimana

30 Agosto 2018 0 Di il cosmo

Anche le pagine politiche dedicano naturalmente grande spazio alla tragedia del ponte Morandi di Genova. Giovedì 16 arriva la notizia delle decisioni assunte dal Governo dopo un Consiglio dei Ministri straordinario. In primo luogo, lo stanziamento immediato di 5 milioni di euro; lo stato di emergenza per un anno nella città portuale e il lutto nazionale nel giorno dei funerali di Stato. Il premier Giuseppe Conte annuncia inoltre l’avvio delle procedure di revoca della concessione alla società Autostrade, con multe fino a 150 milioni di euro.

L’ultimo annuncio desta scalpore nel mondo politico e già venerdì 17 la discussione si accende. Il capogruppo di Fratelli d’Italia promette «una mozione dettagliata che permetterà a tutte le forze politiche di maggioranza o di opposizione di schierarsi senza equivoci o ipocrisie». La situazione, intanto, è difficile anche a livello internazionale: è infatti in corso un braccio di ferro tra Malta e l’Italia, con la nave Diciotti, con 177 migranti a bordo, bloccata al largo di Lampedusa senza indicazioni su un porto sicuro dove attraccare.

Sabato 18 agosto è stata annunciata la chiamata di Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture, per riferire alle commissioni: lo farà lunedì 27 agosto. Il 4 settembre il Parlamento sarà chiamato a votare sulle comunicazioni del Governo. Intanto il vicepremier Luigi Di Maio ribadisce le sue posizioni: «Questi i nostri ponti e le nostre strade non li gestiranno mai più» afferma, parlando con una persona che ha perso dei familiari nella tragedia del ponte di Genova.

Domenica 19 agosto i giornali riportano le parole di Francesco Cozzi, Procuratore di Genova. Il magistrato non è entrato nello specifico per quanto riguarda le indagini, ma si è pronunciato sul tema della privatizzazione: «Io ho qualche difficoltà ad accettare l’idea che il tema della sicurezza pubblica stradale sia rimesso nelle mani dei privati – ha affermato – La filosofia del nostro sistema vede oggi uno Stato espropriato dei suoi poteri, una sorta di proprietario assenteista che ha abdicato al ruolo di garante della sicurezza».

Lunedì 20 agosto, non a caso, nel mondo politico si affaccia l’ipotesi della nazionalizzazione delle autostrade. Se, da un lato, il Ministro dell’Interno Matteo Salvini lascia intravedere un’apertura, Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, teme che la gestione statale possa non essere efficiente.

Martedì 21 agosto procede il dibattito sulla nazionalizzazione delle autostrade, ma si prospetta anche all’orizzonte un altro scontro sulla nave Diciotti. Il mezzo della Guardia Costiera, infatti, martedì sera era ancorato nel porto di Catania, ma senza la possibilità di fare sbarcare i migranti. Lo scrittore Roberto Saviano ha ipotizzato di trovarsi di fronte a un sequestro di persona nei confronti dei migranti: «La legge prevede che un soggetto possa rimanere nella disponibilità della polizia giudiziaria (tale è la guardia costiera) per un termine massimo di 48 ore. Trascorso questo tempo, senza la convalida di un giudice, siamo al cospetto di un sequestro di persona». Il caso è sicuramente complesso: sono in corso delle indagini per identificare gli scafisti che hanno condotto la prima imbarcazione, i cui occupanti sono stati poi soccorsi dalla Diciotti. Si discute anche se sussistano altre ipotesi di reato nella difficile situazione.

di Fabiana Bianchi