Irlanda: continua il terrorismo ‘civile’

L’anno scorso è mancato Martin McGuinness. I più si chiederanno chi fosse costui. Semplicemente è stato un uomo di guerra diventato un uomo di pace. Nel curriculum troviamo: ex-comandante dell’Ira, poi leader dello Sinn Fein, quindi vice primo ministro del governo congiunto autonomo nord-irlandese e le sue dimissioni da vice-premier avevano innescato una crisi politica a Belfast, risolta con elezioni anticipate che hanno visto il suo partito diventare il vincitore morale, raggiungendo per la prima volta la sostanziale parità con gli avversari storici del Dup (Democratic Unionist Party), i protestanti unionisti fedeli a Londra. Al suo posto, con la sua benedizione politica, è arrivata una donna, Michelle O’Neill, la prima leader dello Sinn Fein a non avere conosciuto sulla propria pelle la guerra civile, la violenza e il carcere. Per la Gran Bretagna, McGuinness è stato a lungo un terrorista. Come capo dello staff e quindi comandante in capo dell’Irish Republican Army, l’esercito clandestino repubblicano, ha guidato i cattolici nord-irlandesi durante una lunga parte dell’era dei Troubles, trent’anni di conflitto intestino che hanno provocato 3 mila morti, stragi, torture e immani sofferenze. Era lui il numero uno dell’Ira quando un attacco dell’organizzazione uccise lord Mountbatten, amatissimo zio del principe Carlo d’Inghilterra, e 18 soldati inglesi. Alla fine ebbe la capacità di comprendere che il sogno dell’indipendenza o meglio della riunificazione dell’Irlanda poteva avvenire soltanto attraverso la pace, il dialogo e il tempo per ricucire le ferite reciproche. Così, insieme a Gerry Adams, l’altro leader dello Sinn Fein, il partito che è stato da sempre il braccio politico dell’Ira, iniziò un dialogo con Tony Blair da quando l’allora premier laburista si insediò a Downing Street. Il risultato furono gli Accordi del Venerdì Santo del 1998, che hanno pacificato la regione, convinto l’Ira a disarmarsi e creato un governo congiunto di protestanti e cattolici, ovvero di unionisti filo-britannici legati alla corona e repubblicani nazionalisti legati a Dublino, che dura tuttora. Ma ancora è lunga la via verso la pace. La guerra del “New Ira” è iniziata con un comunicato ufficiale il 26 luglio del 2012. I membri fondatori erano tutti militanti del “Real Ira”, formato da membri dissidenti del nucleo originale dell’esercito repubblicano. Gli obiettivi della nuova formazione sono gli stessi della costola madre: continuare lo scontro “contro gli occupanti britannici”, in particolare nei confronti dei membri della polizia carceraria. Attentati ed esecuzioni sono sempre in agguato e insieme a “New Ira”, nell’Irlanda del Nord operano anche “Continuity Ira” e “Real Ira”. A partire dal 2007 hanno ucciso 175 persone, tra militari, poliziotti, e civili cattolici che fanno parte della stessa comunità che dicono di rappresentare. Questi ultimi rappresentano almeno l’80% delle vittime, a causa di sparatorie e attentati.

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