Terrorismo: dall’11 settembre 2001 una scia di sangue

Se l’11 settembre del 2001, con l’attentato terroristico alle Torri Gemelle di New York, è la madre di tutte le azioni da parte di estremisti contro interessi occidentali, da quel momento il terrore ha fatto la sua comparsa un po’ ovunque. Ricordiamo che a New York a rivendicare fu al Qaeda.

Il 12 ottobre del 2002, in Indonesia, ripetuti attacchi contro un bar-ristorante e una discoteca a Bali provocano 202 vittime, quasi tutte turisti. L’attentato viene rivendicato da un commando della Jemaah Islamiyah (vicina ad al Qaeda). L’11 marzo del 2004, in Spagna, decine di bombe esplodono a Madrid e nella periferia della capitale. Erano a bordo di quattro treni, è una strage: 191 morti e 2 mila dispersi. Rivendica direttamente al Qaeda.

Il 7 luglio del 2005 tocca alla Gran Bretagna. Quattro attacchi kamikaze, coordinati tra loro, all’ora di punta a bordo di tre treni della metropolitana di Londra, e su un bus a due piani: bilancio di 56 morti e 700 feriti. La rivendicazione è di un gruppo affiliato ad al Qaeda. Dal 26 al 29 novembre del 2008, i fondamentalisti islamici mettono a ferro e fuoco l’India, assaltando alberghi di lusso, la stazione ferroviaria principale, un centro ebraico e altri siti di Mombai. Complessivamente, sono 166 i morti. L’11 luglio del 2006, sempre in India, 189 persone erano state uccise e altre 800 ferite in attacchi contro treni e stazioni ferroviarie.

Andiamo al 2013. Dal 21 al 24 settembre, un commando armato assalta il centro commerciale Westgate di Nairobi, in Kenya, provocando 67 morti. Rivendicano gli estremisti di al Shebab. Dal 7 al 9 gennaio 2015, due uomini armati di kalashnikov fanno irruzione nella sede di Parigi del settimanale satirico Charlie Hebdo uccidendo 12 persone, tra cui 8 vignettisti. Fuori Parigi, il giorno dopo, viene ammazzata una poliziotta da un uomo armato, che poi prende ostaggi in un un supermercato kosher. Quattro degli ostaggi muoiono prima che le forze di sicurezza compiano il blitz.

Il 2 aprile del 2015, in Kenya, l’Università di Garissa subisce un giorno d’assedio. Alla fine i morti sono 148, 142 studenti. Rivendica al Shebab. Il 26 giugno del 2015, in Tunisia, uno studente con kalashnikov apre il fuoco in un resort sulla spiaggia di Sousse, uccidendo 38 turisti, tra cui 30 britannici. La rivendicazione è dell’Isis. Poche settimane prima, sempre l’Isis aveva assaltato il Museo del Bardo, a Tunisi, uccidendo 22 persone, tra cui quattro italiani. Il 10 ottobre del 2015, in Turchia, un attacco kamikaze di fronte alla stazione ferroviaria di Ankara. Qui si erano radunati giovani attivisti per una marcia per la pace: 102 i morti, 500 i feriti. L’attacco sarebbe stato ordinato dall’Isis in Siria.

Il 31 ottobre, in Egitto, un airbus russo decollato da Sharm-el-Sheikh si schianta nella penisola del Sinai: muoiono tutti i 224 a bordo. Un gruppo legato all’Isis rivendica. Secondo Usa e Gran Bretagna, c’era una bomba a bordo. Il 12 novembre del 2015, in Libano, l’Isis rivendica l’attentato contro una roccaforte Hezbollah: 44 i morti. Il giorno dopo, in Francia, serie senza precedenti di attentati: 129 morti e 350 feriti. I terroristi colpiscono in sei diverse zone della città, compreso lo Stade de France dove è in corso l’amichevole Francia-Germania. E poi ristoranti e bar, la sala concerti del Bataclan, sold out per il concerto di un gruppo rock americano. Qui muoiono 89 persone (su 130 vittime totali). Il 14 novembre arriva la rivendicazione dell’Isis.

Il 22 marzo del 2016 tocca a Bruxelles: 32 morti, tra cui un’italo-belga, e 340 feriti per l’esplosione di due bombe all’aeroporto di Zaventem e una alla stazione della metropolitana di Maelbeek. L’Isis rivendica. Altra strage Isis sul lungomare di Nizza, nel giorno dell’anniversario della presa della Bastiglia del 2016, Viene usata per la prima volta come arma un camion, da lanciare sulla folla. I morti sono 84. A Berlino, un’auto investe alcune persone durante i mercatini di Natale in centro città, uccidendo 12 persone: è il 19 dicembre del 2016. L’Isis utilizza sempre più spesso quest’arma.

Il 22 marzo del 2017, 4 morti e 40 feriti a Londra, davanti al Parlamento di Westminster. Con un Suv falcia chi incontra, diverse persone sul ponte che attraversa il Tamigi, davanti al Big Ben. Poi si dirige a piedi verso il Parlamento, uccidendo con un coltello un poliziotto di guardia prima di essere neutralizzato. Il 22 maggio del 2017, a Manchester, i morti saranno 22 durante il concerto di Ariana Grande all’Arena.

Il 3 giugno del 2017, tre uomini su un furgoncino investono i pedoni sul marciapiede del Londn Bridge, poi si schiantano contro un pub. Armati di coltelli, proseguono a piedi verso Borough Market, accoltellando i passanti. I tre indossano cinture esplosive false, vengono uccisi dalla polizia. In totale, i morti sono 8, i feriti 48. L’Isis rivendica. Il 17 e 18 agosto del 2017, vengono colpite Barcellona e Cambrils. Un camioncino, sulla Rambla, investe la folla: 15 morti (anche tre italiani) e un centinaio di feriti. La cellula preparava l’attentato alla Sagrada Familia con 120 bombole di gas.

di Alessandro Pignatelli

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