Terrorismo in Europa: cosa temere

Siamo a più di metà del 2018, ma a inizio anno un report pubblicato dalla società inglese IHS Markit cosa prevedeva per i Paesi europei in fatto di terrorismo? Un aumento del rischio di attentati, a causa del ritorno dei combattenti dell’Isis, addestrati e formati in Siria e in Iraq. Questa la principale minaccia per il Vecchio Continente in questo 2018.

Gli estremisti del Califfato, effettivamente, sono stati ‘limitati’ in Siria e in Iraq: molti di loro hanno deciso dunque di venire in Europa. Il report fa presente che potrebbero essere utilizzati per gli attentati droni armati e autobombe tecnologiche. Ma sarebbero comunque le operazioni terroristiche a basso livello tecnologico a essere ancora le principali minacce per la sicurezza in Europa.

Scrive IHS Markit: “E’ probabile che continueranno gli attacchi di bassa capacità, inclusi l’uso di ordigni esplosivi improvvisati, gli attacchi con camion e furgoni presi in prestito o rubati e con coltelli e piccole armi”. Il ritorno dei foreign fighters porterà l’Isis ad avere maggiore “capacità, rigore ideologico e ulteriore estremismo” proprio nelle nazioni europee. Un pericolo che si va ad aggiungere a quello rappresentato dai lupi solitari o dalle cellule silenti già presenti.

Otso Iho, analista della società inglese, ha poi parlato di un periodo più lungo, non limitato a questo 2018: “Nei prossimi 5-10 anni, i Paesi europei affronteranno un’elevata minaccia terroristica posta dai detenuti radicalizzati, dai foreign fighters tornati e da altre persone che hanno collegamenti diretti con l’eredità dell’Isis. I foreign fighters che ritornano in Europa forniranno capacità fondamentali che aiuteranno un numero crescente di reti estremiste a condurre attacchi più complessi”.

C’è poco da abbassare la guardia, insomma: “Queste capacità includono al costruzione di ordigni esplosivi improvvisati, competenza nelle armi d’assalto e l’uso di nuovi tipi di armi o tecnologie come i droni. Se queste armi saranno utilizzate in Europa, avremo un notevole incremento nel livello di minaccia”.

A leggere il report, alcune cellule avrebbero già tentato di adottare queste metodi. Tra loro, i responsabili dell’attacco a Barcellona il 17 agosto 2017, quando un furgoncino bianco si lanciò sulla folla sulla Rambla, uccidendo 13 persone e ferendone oltre 100. Il giorno dopo, un’auto con cinque persone a bordo cercò di investire la gente che affollava il lungomare di Cambrils, in provincia di Terragona. Una donna morì, cinque furono i feriti. Gli attentatori furono successivamente uccisi dalla polizia. La minaccia, in ogni caso, non arriverebbe soltanto dai terroristi che compiono attacchi una volta tornati dal Medio Oriente, ma anche dal crescente numero di estremisti che sono nelle carceri europee. Persone che, oltre a radicalizzare gli altri detenuti, saranno di nuovo liberi tra il 2019 e il 2023.

di Alessandro Pignatelli

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