Le dritte del Prof. Galiano per ricominciare al meglio l’anno scolastico

Il rientro a scuola è il sinonimo di fine delle vacanze, di una stagione che cambia, di un nuovo anno che arriva carico di ansie, aspettative e novità. Ciò ovviamente investe gli studenti ‘in primis’, ma non solo. Gli insegnanti sono la controparte sempre presente che sale sul palco della cattedra per cercare di guidare al meglio le generazioni che si susseguono, con problematiche sempre nuove e didattiche che si alternano. Docenti e studenti, quindi, siamo agli sgoccioli: come iniziare al meglio l’anno scolastico? Ce lo spiega il professor Enrico Galiano con alcune dritte per affrontare uno degli avvenimenti più traumatici: il primo giorno di scuola. Il Prof. Enrico Galiano è nato a Pordenone nel 1977 ed è insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie ‘Cose da prof’, che ha superato i dieci milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Suoi sono i romanzi ‘Eppure cadiamo felici del 2017’ e ‘Tutta la vita che vuoi’ 2018.

Per gli studenti.

1) Come affrontare il primo giorno di scuola?
Il primo giorno è in realtà una festa, i ragazzi lo sanno bene: ci si rivede dopo un’estate lontani, i prof tendenzialmente non partono subito in quarta… i problemi cominciano dal secondo giorno in poi: forse è quello che dovrebbe spaventare di più! Un buon modo di cominciare è, lo dico da chi sta al di qua della cattedra, quello di fare il possibile per comportarsi bene, dare l’idea di voler stare attenti e impegnarsi. Forse è un po’ brutto da dire ma la prima impressione vale, ha ancora il suo peso!
2) Come comportarsi per farsi ‘amico’ il professore più severo e come evitare di essere presi in antipatia dai docenti in generale?

Un buon metodo è sempre quello di provare a mettersi nei panni degli insegnanti: spesso i ragazzi hanno una visione distorta di molti di noi, e ci vedono come delle bizzarre forme di aguzzini. In realtà la maggior parte degli insegnanti ha solo a cuore il bene dei ragazzi e, quando mostra il proprio lato severo, è proprio perché ci tiene. Gli insegnanti più pericolosi infatti non sono quelli severi, ma quelli indifferenti.

3) Come fare per riprendere a studiare senza traumi?

La ricetta è semplice: sedute di studio insieme ai compagni, fin dai primissimi giorni. Condividere questa “tortura” è già mezzo gaudio!

4) Una dritta per gli studenti ripetenti che devono ricominciare l’anno daccapo.

La prendo da una canzone degli Afterhours: “Il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire”.

5) come si fa a mantenere l’attenzione durante le lezioni?

Dipende dalle lezioni, ma soprattutto dagli insegnanti. Quello che possono fare gli studenti è lavorare fin da subito per trovare i propri stimoli interni, ossia uno scopo, un senso personale che li porti a tenere duro anche durante le lezioni che possono sembrare le più noiose.

Per gli insegnanti.

1) Come affrontare il primo giorno di scuola?

Preghiere. Una sana colazione. Una botta di melatonina. E poi ancora preghiere.

2) Come si riesce a mantenere l’attenzione degli studenti?

L’unica cosa da fare è mantenersi appassionati di quello che si studia. Una volta che c’è la passione dell’insegnante, l’attenzione degli studenti viene praticamente da sé.

3) Come è possibile diventare ‘amico’ o almeno un punto di riferimento per gli studenti?

Coerenza. Ascolto. Mostrare il proprio lato umano, sempre.

4) Come sopravvivere ad una classe ‘difficile’?

Le classi facili non esistono più. O almeno, io non le ho mai incontrate. Per cui quello che posso consigliare è di studiarli sempre e capire che il proprio stile comunicativo va adattato a chi si ha di fronte: se si hanno solo maschi, per esempio, sarà dura conquistarli leggendo Madame Bovary. Questa è la parte difficile e stimolante del nostro lavoro: che cambia sempre, tutti gli anni!

5) Quale deve essere l’obiettivo dell’insegnante che entra in classe ogni mattina?

Riuscire ad accendere una luce. Ispirare. Incuriosire. Tutto il resto, le nozioni, le informazioni, è tutta roba necessaria ma che viene dopo. La prima cosa è trasmettere la scintilla, ci penseranno i ragazzi a farla diventare fuoco.

di Deborah Villarboito

Rispondi