L’Italia e l’Europa fra migrazioni ed economia

Giovedì 30 agosto si è tenuto il vertice dei ministri della Difesa europei a Vienna. Si conclude però con un nulla di fatto per quanto riguarda la missione Sofia. L’Italia ha proposto di modificare la regola che prevede di portare in Italia le persone salvate dalla nave della missione. Lo Stato ha chiesto infatti che anche gli altri Paesi europei mettano a disposizione a rotazione i propri porti. Ma per modificare le regole occorre l’unanimità degli Stati membri: unanimità che giovedì non c’è stata.

Venerdì 31 torna a farsi temere lo spread. La differenza di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi ha toccato infatti nell’ultimo giorno di agosto la quota 290. Diversi i fattori che possono avere influito sull’aumento dello spread: dalle tensioni politiche italiane all’attesa di un cambio di gestione nella politica monetaria della Banca Centrale Europea. Ma perché lo spread preoccupa? In parole semplici, uno spread elevato significa che è in dubbio la capacità dell’Italia di rimborsare regolarmente i debiti. Si tratta però di un rischio percepito e non necessariamente concreto.

Sabato 1° settembre lente ancora puntata sull’economia, con l’atteso giudizio dell’agenzia Fitch sul rating italiano. Si dice “rating” il giudizio sulle capacità di ripagare dei debiti. L’agenzia ha confermato per l’Italia il rating BBB, ossia “adeguata capacità di rimborso”. La stessa agenzia esprime però voto negativo per l’outlook, ossia le previsioni a medio e lungo termine. Questo significa che le condizioni del Paese potrebbero peggiorare e il rating subire declassamenti.

Domenica 2 il vicepremier Luigi Di Maio ha confermato la volontà di istituire il reddito di cittadinanza, che dovrebbe essere avviato nel 2019. Chi lo riceverà, ha spiegato il ministro del Lavoro, dovrà essere disponibile a lavori di pubblica utilità e a dedicarsi alla formazione. Eventuali percezioni indebite potranno essere punite con pene fino a sei anni di carcere.

Lunedì 3 l’ex premier Matteo Renzi, intervistato da Barbara Palombelli, ha fatto sapere che non si candiderà alle primarie del Partito Democratico. «Chi vince le primarie – ha affermato – il giorno dopo dovrà avere il supporto di tutti. Ho vinto due volte le primarie e mi hanno fatto la guerra i miei. Il fuoco amico è quello che per due volte ha fatto fallire l’esperimento del Pd».

Martedì 4 le telecamere tornano sugli sfollati del ponte Morandi, a Genova, che protestano perché non possono recuperare i loro effetti personali nelle case. Ne è nata una polemica tra il vicepremier Luigi Di Maio e il commissario per l’emergenza Giovanni Toti. «Non si può lasciare la gente in Italia in balia delle elemosine di Autostrade» ha commentato Di Maio. «I soldi che ricevono sono quelli decisi dal governo, quindi da Di Maio stesso. Se ritiene che siano pochi, li aumenti subito. Noi siamo più che d’accordo» è stata la replica di Toti.

di Fabiana Bianchi

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