Maestra Chiara: “Scuola multietnica arricchimento e stimolo per i bambini”

Scuola multietnica, pluriclasse, precari. Sta per iniziare un anno scolastico nuovo per la primaria. Come lo affronteranno i bambini? E le maestre? Abbiamo intervistato Chiara, docente di 45 anni. “La classe multietnica è in realtà, o dovrebbe essere, un arricchimento per i bambini perché vengono a contatto con culture diverse. Risulta più difficile per noi maestre perché alcuni bambini non parlano l’italiano e dunque fanno più fatica a comunicare”.

La scuola elementare di oggi è molto diversa da quella di ieri. Si evolve. Lo stesso si può dire per chi insegna? “Non credo ci siano problemi per chi è più vecchio. Ha più esperienza e, soprattutto, si aggiorna costantemente”. Anche in questo caso è mutato il mondo della scuola con corsi di aggiornamento per chi è di ruolo, come capita in altre professioni. L’argomento precariato riguarda gli insegnanti, ma può avere riflessi anche sui bambini? “No, l’unica cosa che mi sento di dire è che i precari sono disponibili, in attesa di una soluzione e di poter lavorare in modo stabile”. La decisione di prorogare il contratto di un anno, anche a chi era stato immesso in ruolo 12 mesi fa (seppure con riserva), è arrivata proprio per salvaguardare i bambini. Alla fine dell’anno scolastico, poi, ci sarà lo spauracchio del concorso. Anche per chi ha appena superato l’anno di prova e dunque dovrebbe essere ormai definitivamente entrato in ruolo.

Le pluriclassi funzionano? “Sì. Per i docenti c’è più lavoro da fare, bisogna organizzare ciò che si fa in maniera diversa. Per gli studenti più piccoli diventa un modo per apprendere maggiormente dai più grandi. Questi ultimi vengono responsabilizzati maggiormente perché si ritrovano a fare da tutor ai compagni più piccoli. Insomma, la pluriclasse – laddove c’è – è stimolante per tutti”.

L’ultimo capitolo riguarda il bullismo: esiste anche alle elementari? “C’è. Naturalmente varia a seconda dell’ordine di scuola, ha forme diverse. Non sempre è facile da vedere, appena ce ne accorgiamo, interveniamo. La collaborazione delle famiglie diventa determinante”. Le famiglie: collaborano di più quelle straniere o quelle italiane? “Chiaramente le prime possono avere abitudini diverse, dunque hanno bisogno di capire come funziona la scuola in Italia. Ma mi è capitato di trovare famiglie straniere collaborative e coinvolte tanto quanto quelle italiane”.

di Alessandro Pignatelli

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