Un vortice di violenza contro le donne

Non accennano a finire i casi di cronaca di violenza contro le donne. Giovedì 30 agosto è tornato in prima pagina un caso risalente al 18 luglio. Una ragazza di 21 anni è stata sequestrata, violentata e seviziata per cinque ore, utilizzando anche strumenti di tortura, a Parma. La Squadra Mobile cittadina ha arrestato un imprenditore italiano di 46 anni e un 53enne nigeriano, accusato di essere il suo pusher oltre che complice.

Venerdì 31 agosto arriva la notizia di tre fermi per un caso di stupro di gruppo. Le vittime sono due ragazze di 17 anni, che erano in vacanza sul lago di Como. I fatti risalgono alla notte tra l’8 e il 9 agosto. I fermati sono un 22enne italiano, un coetaneo di origini etiopi ma cittadino italiano e un albanese in Italia regolarmente. Un terzo, di nazionalità moldava, regolare sul territorio, è ancora ricercato dagli inquirenti.

Nella notte tra venerdì 31 agosto e sabato 1° settembre, un uomo di 52 anni si è lanciato volontariamente con l’auto contro un gruppo di vicini di casa. È accaduto a Palagonia, in provincia di Catania. Una donna di 87 anni è morta e altre sette persone sono rimaste ferite. Sembra che il gesto sia stato dettato da vecchi rancori. L’uomo verrà poi arrestato dopo pochi giorni di fuga.

Domenica si è consumata un’altra tragedia a Orosei, in provincia di Nuoro. Un bambino di sette anni è annegato nella piscina di un residence. Sembra che il bimbo abbia infilato la mano in un bocchettone, forse per recuperare un giocattolo, ed è rimasto incastrato.

Lunedì 3 le cronache tornano a occuparsi del caso di stupro sul lago di Como. I tre giovani fermati sono stati rimessi in libertà. Per la convalida del fermo, infatti, sarebbero stati necessari i “gravi indizi di colpevolezza” che invece non sono emersi. Rimangono comunque indagati per violenza sessuale. Tutti e tre hanno respinto le accuse a loro addebitate.

Martedì 4 è emersa (è proprio il caso di dirlo) una curiosa storia di tesori nascosti in antichi relitti navali. Non è un racconto fantasy, ma una notizia di cronaca proveniente dalla Croazia. Un gruppo di sommozzatori del posto, infatti, ha trovato all’interno del relitto affondato della nave “Re d’Italia” un forziere. La nave affondò nel 1866, nella battaglia navale di Lissa, portando con sé tra i flutti quasi 400 persone. Secondo le storie della tradizione, la nave avrebbe viaggiato con un carico di monete d’oro da 250mila lire dell’epoca. Tale carico, se realmente esistito, oggi avrebbe un valore di diverse decine di milioni di euro. Il gruppo di sommozzatori ha chiesto di potere portare in superficie il forziere: magari non nasconderà il leggendario tesoro, ma potrebbe comunque avere un grande valore dal punto di vista storico.

di Fabiana Bianchi

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