Addio fido: cosa fare quando muore un animale

Per quanto possa essere triste e doloroso, la morte di un animale è un avvenimento che nella vita ci si può trovare ad affrontare. Vediamo, dunque, cosa fare in questi casi.
Innanzitutto, un cane dovrebbe sempre essere dotato di microchip o di tatuaggio: il veterinario, quindi, deve rilasciare il certificato di decesso solamente dopo aver visionato il corpo dell’animale. Il certificato deve essere portato dal veterinario dell’Asl della provincia entro tre – quindici giorni dalla morte (le disposizioni cambiano in base alle leggi locali). Per il gatto, invece, non è previsto il certificato di morte in quanto, per legge, è sprovvisto di microchip.
Fino a qualche anno fa, era vietato seppellire il proprio animale defunto in giardino ma ora la legge è decaduta: è quindi possibile, adesso, seppellire il cane o il gatto nel proprio terreno ma solamente se il veterinario ha assicurato e certificato che l’animale non sia morto per una malattia infettiva che potrebbe contaminare le falde acquifere; bisogna inoltre fare attenzione a scavare una buca molto profonda, in maniera tale da evitare che altri animali potrebbero riesumare i resti.
Nel caso non si abbia a disposizione un terreno nel quale seppellire l’animale, ci si può rivolgere al proprio veterinario che, quasi sempre, è in contatto con ditte di smaltimento che si occupano della cremazione dei cadaveri. Ci sono, poi, centri di cremazione privati ai quali ci si può rivolgere: sono aziende che si occupano del servizio e rilasciano le ceneri al padrone.
E ancora: un’altra soluzione è rappresentata dal così chiamato “cimitero per animali”, che non è però presente in tutte le città d’Italia (benché ne stiano nascendo sempre di più).

di Sabrina Falanga

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