La critica cinematografica Elisa Torsiello ci racconta Mostra del cinema di Venezia

Elisa Torsiello è una giovane critica cinematografica al suo quinto anno alla Mostra del Cinema di Venezia. Ci racconta tutto del clima, delle pellicole e del ‘red carpet’ che tutti sognano, con occhi grandi, ma critici, fondamentali per il ruolo che ricopre.

1) Perché eri al festival?
Ho partecipato alla 75.esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia in veste di accreditata stampa per la rivista Cinema4stelle. Avendo studiato critica cinematografica e scrivendo già per alcune testate online ogni volta arrivare a Venezia è una gioia immensa. Nonostante questa sia stata la mia quinta volta a Lido, l’emozione è quella della prima. Quest’anno, oltre alla mia solita attività di critica e inviata stampa, ho partecipato alla Mostra anche per presentare il mio libro sul regista Joe Wright all’Hotel Excelsior. per cui direi che quella che si è appena conclusa è stata un’edizione alquanto elettrizzante.

2) Cosa ti ha colpito di più della rassegna e cosa non ti è piaciuto?
Sicuramente l’eleganza e la qualità sempre altissima dei film in programma. Sono due aspetti che mi lasciano sempre piacevolmente sorpresa. Un ulteriore punto di forza di questa edizione è il rafforzamento delle forze dell’ordine e l’aumento dei controlli all’entrata della Mostra. Viviamo in tempi difficili e questo interesse alla nostra sicurezza è da ammirare. Ciò che non mi è piaciuto molto quest’anno è stata la lunghezza eccessiva dei film proiettati e la programmazione degli stessi. A volte capitava che due film, che agognavo di vedere, si accavallassero, portandomi a una scelta. Causa poche repliche destinate non solo agli accreditati stampa, ma agli accreditati in generale, vi sono pellicole che ho dovuto sacrificare, quando gli ultimi giorni di Festival risultano alquanto fiacchi e poco interessanti.

3) Secondo te quale è la pellicola più promettente?
‘Roma’ di Alfonso Cuaron, non a caso ha vinto il ‘Leone d’oro’. Non è un film, è una poesia, un inno alla vita composto sulla scia della forza del ricordo. Da tenere sott’occhio anche ‘La Favorita’ di Yorgos Lanthimos. Per gli amanti di storia dell’arte consiglio ‘At Eternity’s Gate’ film sugli ultimi mesi di vita di Vincent Van Gogh.

4) Che aria si respira a Venezia durante questo evento?
Un’aria ricca di adrenalina, curiosità, glamour, ma anche di tanta, tantissima stanchezza. Eppure la voglia di immergersi in storie sempre nuove e avvolgenti ti fa dimenticare il bisogno di dormire e mangiare. Il vivere a stretto contatto per dieci giorni con celebrità, attori e registi di fama internazionale, inoltre, ti esalta, facendoti sentire una star anche tu.

5) Come sono le star a contatto con il pubblico?
Alcune sono veramente gentilissime e di un’umiltà disarmante. Penso a Guillermo del Toro. Nonostante il successo, il regista messicano ha sempre un sorriso e una parola dolce per tutti. Idem Taika Wahiti, regista dell’ultimo ‘Thor Ragnarok’, sempre sorridente e disponibile con i fan. Chi mi ha davvero sorpresa sono stati Lady Gaga e David Cronenberg. Data la loro fama pensavo che fosse poco plausibile un loro incontro con i fan, eppure ogni volta che qualcuno chiedeva loro un autografo, o una foto, ecco che si prestavano con sincera volontà. Non avevano bisogno di farsi belli davanti a una telecamera. Che si trovassero per strada, in albergo, o sul red carpet, entrambi esaudivano con cortesia ogni richiesta dei propri ammiratori. Vi sono altre celebrità, invece, che evitano i fan come la peste, e questo dispiace molto. Capisco che a volte noi Italiani tendiamo a essere un po’ insistenti e fin troppo “calorosi” ma quando ti ritrova a faccia a faccia con uno dei tuoi miti e questo si gira dall’altra parte, o fa finta di parlare al telefono pur di evitarti, è un qualcosa che fa male. È il caso di Christoph Waltz, o Joel Coen. Non credo che sia un fatto di tirarsela, o sentirsi divi, semplicemente sono celebrità che non amano la fama. Non tutti i fan lo capiscono e questo influisce negativamente sul loro giudizio.

di Deborah Villarboito

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