La ruota di scorta siamo noi

Benvenuti al Centro. Sì, Benvenuti. Perché qui non si vive male, se non fosse che hai la sensazione che tutto arrivi ‘successivamente’, in un secondo momento. Quasi fossero repliche o le partite di calcio su Dazn. Le novità, la moda, i cocktail, persino le leggi (eppure Roma, dove vengono sfornate, sta proprio in Centro). Pure le perturbazioni. Prima devono valicare le Alpi, poi scatenarsi sulle regioni settentrionali, quindi arrivare – spesso un po’ scariche – su quelle centrali. Senza scordare che ci sono pure gli Appennini da aggirare.

Insomma, qui hai la sensazione di vivere su un altro fuso orario. Se non in un altro momento storico. Quando arriva qui un nuovo modo di vestirsi, stai sicuro che a Milano già lo conoscono tutti. Quando viene inventato un modo di dire, difficilmente l’ideatore risiede in Centro. Quando si elencano le regioni italiane, si parte sempre da su. Lì c’è pure il fiume più grande del Paese. Così come il monte più alto. E il lago più grosso. Non parliamo poi delle industrie: più si scende lo Stivale e più diminuiscono. Sbiadiscono.

Recentemente ho scoperto che pure la scuola iniziava prima al Nord. Nella provincia autonoma di Bolzano addirittura il 5 settembre. Voi direte: ok, ma questo non è poi un gran vantaggio. Certo, ma è comunque un modo di arrivare prima. Infilzare la bandierina nella terra in anticipo. Cosa che, continuando a elencare avvenimenti importanti e altri meno, si nota facilmente anche nei centri commerciali e nei supermercati: il prodotto X lo vedi in uno scaffale a Genova, non lo compri perché tanto andrai pure a fare la spesa a Perugia quando tornerai a casa. Poi, una volta in Umbria, il prodotto X non c’è. Chiedi ai commessi, fanno facce strane. Provi nei grandi, grandissimi centri, quelli che paiono città; e nulla, non esiste. Quando ti stai ormai rassegnando, mesi dopo, lo scorgi occhieggiante da un corridoio. Quasi non ci credi. Eppure è proprio lui. Non la versione tarocca, ma quella originale. Arrivata con colpevole ritardo.

Ci dobbiamo rassegnare a fare la ruota di scorta? Dobbiamo essere quello che pedala sul tandem mentre il Nord dà sempre e comunque la direzione?

Ah, dimenticavo: pure il sole sorge prima nel Nord. Del resto, bisogna lavorare. Laurà, anzi. Non si possono perdere minuti preziosi. Poi, però, il tramonto indugia di più al Centro. Perché, comunque, un po’ di giustizia ci vuole. Che sia in testa o in coda, conta poco.

di Alessandro Pignatelli

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