L’Europa alle porte

L’Europa a un bivio. Sembra arrivato ad un punto di non ritorno il nostro Vecchio Continente. Si è aperta la campagna elettorale per le elezioni europee che si terranno nella prossima primavera e mai come oggi ne sentiamo l’importanza. E’ raro trovare chi negli ultimi vent’anni ha dato giusta rilevanza alle elezioni europee: da i più sono considerate una perdita di tempo e di risorse, uno spreco, l’ennesima ridondanza delle vecchie democrazie concettuali, legate più ad un’idea che alla realtà delle cose. E così a chi importano le sanzioni europee? A chi le indicazioni, che più di questo, indicazioni appunto, non possono essere? L’Europa è un serbatoio in cui gli Stati Membri versano, smistano e ritirano fondi, una grande banca per alcuni, un usuraio per altri, un libretto di deposito per altri ancora. Il Parlamento Europeo è il luogo in cui si fanno eleggere giovani che necessitano di esperienza, meno giovani senza più speranze su territorio nazionale di farsi eleggere, politici da nascondere in patria e sfruttare all’estero per “fare rumore”. Eppure in Europa si sta svolgendo, sottovoce, il dibattito principale dei nostri tempi: mettere fine all’epoca liberale senza confini, oppure evolverla in un Europa con più potere decisionale. La scelta è semplice infondo, preferiamo essere italiani o europei? E’ un dibattito che vive da oltre sessant’anni, ma oggi, dopo Brexit e il dilagare delle spinte nazionaliste e patriottiche, sembra essere arrivato al capolinea, in tutti i sensi possiamo parlare di “dentro o fuori”. La ciclicità della storia ci riporta a ragionare sui presupposti del mondo contemporaneo, a chiederci se l’Italia è competitiva anche da sola, se abbiamo realmente bisogno di questa grande banca che decida del nostro futuro. Siamo ancora una volta adolescenti: dobbiamo decidere se imporre la nostra identità sul mondo o dare retta ai nostri genitori e la loro esperienza. Dobbiamo scegliere se seguire il cuore o la ragione, se seguire Salvini, Orbàn, Kurz, Seehofer, Le Pen, oppure Juncker, Macron, Bonino e Merkel. Spaventa un po’, a pensarci, l’essere soli in concorrenza con colossi come Stati Uniti, Cina, Russia ed Emirati. Forse l’unione potrebbe renderci più forti. Forse ancora una volta se decidessimo di privarci di una piccola parte della nostra libertà, in cambio potremmo essere più grandi e forti. Forse mamma e papà hanno ragione.

di Federico Bodo

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