Teorie del complotto nel cinema

13 Settembre 2018 0 Di il cosmo

Il cinema: un’arte, un mondo a sé stante colmo di magia. Ma anche, secondo qualcuno, di complotti. Già da anni, infatti, circolano numerose voci su presunti “messaggi nascosti” inseriti in diversi film per fare riferimento a realtà occulte. Non è dato sapere perché mai un film dovrebbe rivelare volontariamente, seppure in modo criptato, qualcosa di segreto. Infatti queste teorie sono state ripetutamente sbugiardate. Ma il tema è sicuramente di interesse per gli appassionati di cinema: non svelerà sicuramente i grandi misteri dell’umanità, ma racconterà qualche curiosità divertente.
Uno dei casi più noti di presunti messaggi nascosti a tema complottista riguarda il film “Shining”, diretto da Stanley Kubrick. Il regista ha un posto di rilievo nelle teorie del complotto secondo cui non sarebbe mai avvenuto lo sbarco sulla Luna: sarebbe stato lui, infatti, a girare le scene del finto allunaggio. E in “Shining”, cult del 1980 basato sul romanzo “Una splendida festa di morte” di Stephen King, avrebbe rivelato tutto tramite un complesso sistema di simboli. L’Overlook Hotel, l’inquietante albergo che fa da sfondo alla vicenda, sarebbe il simbolo degli Stati Uniti. A dirigerlo, un uomo vagamente somigliante al presidente Kennedy. In una sala appaiono dipinti in stile indiano sospettosamente simili a razzi. Anche il pavimento su cui viene ripreso Danny, il piccolo protagonista, sarebbe un richiamo a Cape Canaveral. Il bimbo, inoltre, indossa più volte un maglione con l’immagine dell’Apollo 11. Sarebbero da imputare alla volontà di svelare l’arcano anche le “licenze” che il regista ha adottato rispetto al romanzo di King. Per esempio, un uomo che nel libro appare travestito da cane, nel film indossa un costume da orso: sarebbe il simbolo della Russia, grande avversario degli Usa nella corsa allo spazio. Le famosissime gemelline, nel libro sono sorelle di età diversa. Kubrick le avrebbe trasformate in gemelle in riferimento alla missione Gemini, programma spaziale precedente all’Apollo. La stanza più infestata dell’albergo, nel libro, è la 217. Nel film viene trasformata nella 237. Questo perché, secondo le teorie del complotto, “room n 237” sarebbe l’anagramma di “Moon room”, ossia “La stanza della Luna”. Anche la celebre scritta “All work and no play makes Jack a dull boy”, inesistente nel libro, sarebbe un riferimento all’allunaggio: “All” si può leggere anche “A11”.
Gli anni Ottanta devono essere stati il paradiso del complottismo. Anche il cult “Ritorno al futuro”, infatti, conterrebbe numerosi indizi nascosti, che riguarderebbero in questo caso l’attentato dell’11 settembre. Che qualcuno sul set sapesse davvero viaggiare nel tempo? Uno degli indizi sarebbe costituito dalle lancette dell’orologio, nella celeberrima scena in cui Doc Brown vi si arrampica: sono posizionate nei quadratini del 9 e dell’11. Lo stesso numero si ripeterebbe in diverse scene (ma spesso rovesciato, perché mica si possono lasciare i complotti in bella vista). E Marty urla a Doc in equilibrio precario: “Devo parlarti del futuro”. E che dire del “Twin pines mall”, chiaro riferimento alle Gemelle, di cui peraltro un pino viene abbattuto? Lo stesso Doc rischia di rimanere vittima di un attacco terroristico.
Numerose teorie del complotto riguardano poi i film a cartone animato Disney. Non si contano le scene in cui, secondo molti complottisti, sarebbero inserite donne nude, immagini falliche o scritte equivoche. Forme falliche sarebbero nascoste nel palazzo della Sirenetta, il muso di Simba celerebbe le forme di una donna seminuda, una donna nuda apparirebbe in “Bianca e Bernie”, la scritta “Sex” nelle stelle della savana africana in “Il re leone”: con un po’ di fantasia, si può vedere tutto.
Rimanendo nell’ambito dei cartoni animati, sono celebri anche le presunte anticipazioni dei Simpson. La serie di Matt Groening avrebbe predetto fra le altre cose il crollo delle Torri Gemelle, l’elezione di Donald Trump a presidente, l’invenzione dello smartwatch, lo scandalo della carne di cavallo e tanti altri piccoli e grandi avvenimenti. In certi casi, la teoria è piuttosto forzata, mentre in altri la coincidenza è davvero sorprendente, anche se non necessariamente sospetta.

di Fabiana Bianchi