‘We Playground Together’: l’importanza dei ‘campetti’ nel progetto di Danilo Gallinari

Domenica scorsa a Milano lo sport è stato protagonista grazie a ‘We playground together’, progetto di ristrutturazione del ‘campetto’ del Parco Vittorio Formentano, noto come Parco Marinai d’Italia e che consiste nel rifacimento totale della pavimentazione, del canestro e delle panchine dello stesso. Grande protagonista dell’inaugurazione del 9 settembre è stato Danilo Gallinari che ha ‘collaudato’ il campo con una squadra di giovani cestiste under12, bambini e giovani giocatori il campo con percorsi e partite che hanno regalato uno spettacolo unico. Questo è stato solo il primo di tre campi che verranno riqualificati entro il 2020 per rendere il basket di strada praticabile, divertente e alla portata di tutti. Vedere Danilo Gallinari, ex giocatore dell’Olimpia Milano oggi ai Los Angeles Clippers nella Nba, ‘fare due tiri’ con bambini e ragazzi con la disponibilità e la genuinità di un ragazzo che non fa pesare la sua grandezza (a parte quando schiaccia a canestro) ha reso l’evento ancora più speciale. Danilo Gallinari si è fermato qualche minuto per spiegarci un paio di punti di ‘We playground together’.

 

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1) Che cosa è per te ‘We playground together’?

Sono contento perché è un bel po’ che anche amici miei, tante persone, hanno lavorato su questo progetto che finalmente è diventato realtà, quindi è una soddisfazione grandissima per me e soprattutto per le persone che hanno lavorato tantissimo per arrivare a questo punto. Mi auguro che attività di questo tipo possano aiutare, anche quando non ci sarò io sul campetto, tanti ragazzini ad utilizzare il loro tempo libero giocando a pallacanestro e divertendosi insieme. Il campetto per me è stato fondamentale, è stato il segreto e la strada che mi ha portato a giocare da professionista e mi auguro che possa essere la stessa strada che tanti altri ragazzini seguano nel loro futuro perché è un bellissimo percorso.

2) E’ prevista la diffusione in altre città?

Per ora, non lo sappiamo ancora, per adesso, è un progetto strettamente milanese, nella periferia di Milano. Vediamo come va in questi anni e se potessimo farlo in altre città sarebbe un cosa bellissima perché si arriverebbe a coprire davvero tante tante altre aree.
3) Chi differenza c’ è tra un campetto in America e quello che si vive in Italia?

Siccome la pallacanestro è uno degli sport più seguiti in America, c’è molta più frequentazione, quindi quando vai nei campetti vedi tante tante persone, ma sono convinto che qui a Milano possiamo arrivare a numeri simili. A Milano ci sono tanti tanti campetti, ce ne sono più di 120 e quindi è una città che bisogna sfruttare per questo tipo di attività.

di Deborah Villarboito

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